Ana Bianca Aruxandei - Poesie

Donne

Pezzi di cuore che si sciolgono al Sole
Ora non siamo più così sole.
Bruciamo come il fuoco
In questo pericoloso gioco.
Solo le nostre anime sono ancora vive
Troppo pure e creative
Per questo paesino spietato
Da Dio dimenticato.
Questa è la nostra fine
Domani saremo in televisione
Uccise per amore
E gettate nel mare.
Nessuno ha visto
Nessuno ha sentito
Nessuno saprà mai la verità
Su quel momento senza pietà.
Siamo solo numeri in più
Su quella lista che non finisce più.
Di noi rimarrà solo la memoria
E una breve cerimonia.
Senza onore
Senza amore.

 


 

Specchio

Ci guardiamo allo specchio
Ma non ci piace l’ immagine che vediamo.
Lo specchio è il nostro nemico.
Cerchiamo il profilo perfetto
Cerchiamo il sorriso perfetto
Cerchiamo i vestiti migliori.
Mettiamo chili di trucco sulla nostra faccia
Indossiamo una maschera
Maschere che nascondono il nostro volto
E le nostre vere emozioni
Lacrime che si confondono con la pioggia.
Chi siamo veramente?
Maschere sorridenti, fuori,
e dentro di noi il caos.
Tutto troppo perfetto
Tutto troppo falso.
Siamo bravi a fingere
Siamo bravi a fuggire.
Solo quando troviamo la persona giusta
Possiamo permetterci
Di togliere la maschera
E di tornare a respirare.
Sorridere veramente
Vivere veramente.
Senza maschere
Senza paura.
Dobbiamo solo
Rompere quello specchio!

 


 

Come i ciliegi in fiore

È quasi primavera
Sotto un ciliegio
Ho conosciuto l’ amore.
Alla tua vista
La mia anima è sbocciata
Come sbocciano i primi boccioli di ciliegi.
È primavera
C’è un vento leggero
Volano i petali dei ciliegi in fiore
Volano mille farfalle nel mio stomaco.
Mi sono innamorata.
Cadono i petali dei ciliegi
In silenzio
Cadono i pezzi del mio cuore
Senza fare rumore
Da quando sei andato via. E io sono ancora qui Che ti aspetto.
È autunno
Sotto il ciliegio
Solo foglie secche
E io sono ancora qui
Che aspetto
Una nuova primavera.
Per vederti ancora
Per innamorarmi ancora
Per vedere i ciliegi in fiore
Per diventare come i ciliegi in fiore.

 


 

Polvere di stelle

È una di quelle notti
Quelle notti buie e nere
Come i corvi.
La Luna illumina le strade
Come un faro in mezzo al mare.
Le stelle brillano
Come tante lampadine.
Tutte le luci sono spente
La città dorme.
È una di quelle notti
Dove tutto è possibile
Dove non hai più paura del buio.
È una di quelle notti
In cui guardavamo le stelle insieme.
Questa notte ci sono le stelle
Le stai guardando anche tu?
Come sono le stelle viste da lassù?
Questa notte ci sono le stelle
Noi siamo come le stelle
Destinate a brillare nel cielo, un giorno,
Un giorno diventeremo polvere di stelle.
Saremmo insieme nello stesso cielo.
E guarderemo le stelle insieme
Come una volta.
Questa notte ci sono le stelle
Vuoi guardare le stelle con me?
Finché non diventerò anch’io
Polvere di stelle.

 


 

Anima gemella

Come si riconosce
La propria anima gemella?
Oh sei tu, occhi verdi e profondi,
Che mi guardi e scuoti il mio cuore
Con tanto ardore?
Oppure sei tu, bocca rosea,
Che mi baci con passione?
O, ancora, è il tuo corpo malizioso
Che mi chiama?
Forse è la tua voce profonda
Che mi riempie di elogi ogni volta.
No, magari sono i regali con cui mi vizi.
Cosa ti rende la mia anima gemella?
Non lo so.
So solo che i miei occhi guardano solo te, Occhi verdi.
La mia bocca trova pace
Solo a contatto con la tua.
Il mio corpo brama
Solo il tuo corpo.
La mia voce insieme alla tua
Crea una dolce armonia.
I tuoi regali e i tuoi gesti d’ amore sono
Ancora custoditi in una scatola speciale
Sotto il mio letto.
Il mio cuore, in qualche modo,
È collegato al tuo.
Ti sento ancora qui,
Vicino a me.
È questo che si prova
Vicino alla propria anima gemella?

 


 

Come essere al cinema

È come essere al cinema
Guardiamo le persone che amiamo
Andare via
Lasciamo indietro i ricordi.
Dimentichiamo il passato
Ci perdiamo nel presente
Ma abbiamo ancora paura del futuro.
Siamo solo passeggeri
Sul treno della vita.
Scendiamo al primo problema
Non arriviamo mai
Fino all’ ultima stazione.
Andiamo sempre di fretta
Non ci fermiamo mai.
Troppo occupati
Troppo preoccupati
Del tempo che scorre,
Scorre troppo veloce,
E non si ferma ad aspettarci.
Non possiamo mettere in pausa il tempo
Non possiamo tornare indietro.
Possiamo solo salire su quel treno
Goderci il viaggio
Vivere il nostro film.
E scendere
Alla famosa ultima fermata.
Questa è la vita.

 


 

Vorrei…

Vorrei essere il Sole
Che riscalda la tua pelle
E le tue parole
Che risuonano come mille campanelle.
Vorrei essere il vento
Che ti accarezza il viso
E che soffia lento
Sul tuo corpo di vestiti avvolto.
Vorrei essere la Luna
Che ti guida nella notte
Come un portafortuna
E ti dice buonanotte.
Vorrei essere le stelle
Che illuminano la tua strada
Come tante fiammelle
Ovunque tu vada.
Vorrei essere il mare
Che ti culla dolcemente
E avere il coraggio di bussare
Alla tua porta leggermente.
Vorrei essere quella canzone
Che ascolti ogni giorno
A ripetizione
E sentire il tuo buongiorno.
Ma non sono nessuna di queste cose
Sono solo un ammiratore
Con in una mano due rose
E nell’ altra il mio cuore.

 


 

La favola del fiore di loto

(Prima parte)

C’ era una volta un piccolo fiore di loto che aveva paura dell’acqua. Era ancora un bocciolo quando un forte vento lo trascinò via dai suoi genitori. E così il piccolo fiore galleggiò galleggiò fino a quando si fermò sotto un grande albero. Per paura decise di rimanere lì, all’ ombra dove l’acqua era un po’ più bassa. Giorno dopo giorno il piccolo bocciolo divenne un bellissimo e grande fiore. Bianco e luminoso. Ma era anche molto triste. Passava le sue giornate solo con la compagnia del vecchio albero, che non era molto chiacchierone in verità. Dormiva, si lamentava, dormiva e si lamentava ancora…

“Quanto rumore, quanto rumore. Ah, che fastidio.” – borbottava il vecchio albero.

Infatti di recente vicino a loro stavano costruendo una casa. Quindi c’erano molte persone che lavorano, lavoravano tutto il giorno. Il tempo passò e la casa fu finalmente finita. Il risultato era proprio bello, una bella casetta di legno.

‘Chissà chi abiterà in quella bella casetta?’ – si domandava il piccolo fiore.

Un giorno il piccolo fiore sentì un forte pianto, sembrava proprio il pianto di  un bambino. Si girò e vide poco lontano una bambina. Una bella bambina.

“Una bella bambina come te non dovrebbe piangere. Cosa è successo?” – chiese il fiore.

La bambina alzò la testa stupita e si guardò intorno. Ma non vide nessuno.
C’ era solo lei. Solo lei e un albero.

“Chi ha parlato?” – chiese la bambina curiosa.

“Sono proprio qui. Qui sotto il tuo bel nasino. Guarda bene. Sono bello bello, galleggio sull’ acqua e splendo come nessun fiore splende. Nessuno è come me!” – rispose orgoglioso il fiore di loto.

La bambina guardò meglio e sotto il grande albero vide un bellissimo fiore: un fiore sull’ acqua!

“Ciao, piccolo fiore! Come mai sei nell’acqua? Non dovresti essere vicino ai tuoi amici sul campo di fiori, laggiù?” -domandò curiosa la bambina.

“Ma no, sciocchina. Io sono un fiore di loto. L’ acqua è la mia casa. Posso anche nuotare. Cioè non proprio… Io preferisco restare qui a galla. È molto più sicuro.”

La bambina meravigliata chiese al fiore di nuotare per lei.
Ma il fiore contrariato rispose:

“No, non voglio nuotare! Assolutamente no! Nuotare è pericoloso, non lo sai? Ci sono tante onde grandi grandi che ti passano sopra. E poi splash… ti ritrovi sott’ acqua. E vai giù, giù, giù. No no. Io sto bene qui. Non voglio nuotare mai più! Mai. Mai.”

La bambina voleva sapere di più, quando sentì la sua mamma che la chiamava, allora promise al fiore che sarebbe tornata domani.


 

La favola del fiore di loto

(Seconda parte)

Arrivata a casa, la bambina felice raccontò alla mamma di aver visto un fiore di loto. La mamma le spiega il significato che la loro cultura da a quel bellissimo fiore. Nel Buddismo è un simbolo di buon auspicio, porta fortuna e felicità. La storia del fiore di loto indica il percorso di crescità dell’anima dal fango attraverso le acque fino all’ illuminazione, fino a raggiungere il massimo splendore della nostra anima. Poiché l’ anima degli uomini migliori nel buddismo è senza macchia proprio come il fiore di loto che non viene sporcato dal fango che lo circonda. Per il Buddismo, infatti, il nostro cuore è come un fiore di loto chiuso che sboccia soltanto grazie alle virtù che si sviluppano dentro di esso. Ecco perché Buddha viene ritratto seduto in un fiore di loto o nella posizione del loto. La bambina sempre più affascina cominciò a fare delle ricerche. Voleva capire perché il suo fiore di loto non vuole più nuotare. Cerca, cerca dappertutto ma non trova niente. Il giorno dopo la piccola torna al lago e trova il fiore di loto ancora lì.

Nella stessa posizione. Immobile.

Allora si fa coraggio e chiede al fiore: –

“Perché non vuoi più nuotare? Non ti annoi a stare sempre solo qui sotto questo vecchio albero? Non ti piacerebbe viaggiare e scoprire posti nuovi?”

Il fiore di loto non risponde, dopo un po’ dice:

“Sai io vengo da molto lontano. Vivevo in un bellissimo lago con la mia famiglia e le mie amiche. Quando un giorno, mentre stavo nuotando un po’ più in là…Si fece tutto buio all’ improvviso. E una forte tempesta mi colpì in pieno. Il vento mi spingeva dove voleva lui, sempre più lontano dalla mia casa. Ho viaggiato per giorni. Finché sono arrivato qui. E da allora ho deciso che non mi sarei più allontano.”

La bambina commossa cerca di consolare il piccolo fiore.

“Anche io, un giorno mi sono allontanata da casa. Mi sono persa. E mi sono messa a piangere, per la paura. Ho pianto per ore, finché mi sono fatta coraggio e ho cercato di tornare in dietro. Più andavo avanti, più avevo paura ma speravo di tornare presto dalla mia famiglia. Così mi sono fatta forza e quando ho visto la luce di un lampione ho capito che ero riuscita ad uscire dal bosco. Ero arrivata al parco, dove stavo giocando. E da lì sono tornata verso casa. Ancora spaventata ma felice di essere riuscita ad uscire dal bosco. Tutta sola. C’è l’ avevo fatta! Quando ho abbracciato di nuovo i miei genitori, non avevo più paura. Poi crescendo ho imparato che la paura serve. Anche se ti spaventa e ti fa piangere, ti aiuta a crescere. Quando superi la tua paura, ti senti forte. Sei invincibile. E sei felice” – racconta la bambina.

Allora il fiore di loto curioso chiese in un sussurro: – “Significa… che posso affrontare la mia paura. E vedere di nuovo i miei genitori. Posso tornare da loro? Veramente?”

E la bambina rispose: – “Certo che puoi. Devi solo credere in te stesso. Fare un bel respiro e andare. Vai dove ti porta il tuo cuore. E anche se tutte quelle brutte onde cercheranno ti farti andare in fondo. Tu, resisti.  Torna a galla più forte di prima. Galleggia. Resisti. L’ acqua può diventare tua amica. Nuota. Nuota piccolo fiore di loto. Nuota.”

Con queste ultime parole la bambina spinge delicatamente il piccolo fiore e gli augura buona fortuna. Il fiore la ringrazia e così parte per un nuovo e lungo viaggio. Ha capito che è importante galleggiare ma bisogna anche saper nuotare, perché si può sempre tornare sù e respirare di nuovo. Le paure si affrontano. Basta un pizzico di coraggio.

 


 

Non fermate questa giostra

La mia vita è come una giostra.
Gira, gira, gira.
Quant’è bella questa giostra?
Alta, alta, alta.
Metti un gettone e poi:
Gira, gira, gira.
Non fermate questa giostra.
E ancora, ancora, ancora.
Gira, gira, gira.
Qui mi piace tanto tanto.
Il panorama da quassù è:
Bello, bello, bello.
E voi laggiù siete
Piccoli, piccoli, piccoli.
Sono quasi riuscita
A toccare il cielo con un dito
Quant’è bella questa giostra?
Scender non voglio più.
Non fermate questa giostra.