Andrea Di Lenola - Poesie

Protagonista, non comparsa!

Una comparsa non identifica il ruolo
di chi la rappresenta,
ma soltanto una sporadica apparizione
in un contesto sociale!
Esser protagonista di ogni scena,
dà credito alla propria identità
e sostanza in un curriculum
che prima o poi dovremo stracciare,
perché il valore agli occhi di chi giudica,
non è mai somigliante, nemmeno in lontananza,
alle virtù proprie di qualunque testimone.
Un passo, un altro,
i gradini diventano sempre più difficili…
da valicare!

 

 

 

RUMORE … silenzio

Corre più di un treno
è intrepida la mano
riflette quell’istinto
arcaico,
ma non lontano.
Vittima del tempo
che separò distratto
il volto di un bambino
dall’uomo, il suo ritratto.
Poi scappa e torna indietro
confonde le sue orme;
la verità di ognuno
si cela in mille forme.
Mare calmo, mare in tempesta
cuore forte; spacca la testa…
il dubbio universale
è il fulcro dell’essenza,
tra il seme generato
e la propria esistenza.

 

 

 

Un momento

“Hai corso così in fretta,
che qualsiasi tentativo di tenerti occupato
mi è risultato vano!”
Mi ero trovata un rifugio,
un luogo nascosto dietro quelle fronde,
dove ero solita rintanarmi
ogni volta che avevo bisogno di costruire i miei sogni…
Riesco a sentire gli stessi odori,
il calpestio dei miei passi tra le spighe;
tutto mi appare esattamente pulito e lucido
che i miei ricordi, quasi li confondo
con questa stanca realtà!
Lascio riposare la schiena
mentre la testa viaggia
veloce quasi come al tempo in cui,
posarmi su quella cassetta di plastica,
richiedeva fatica semplice
e l’erba alta faceva da cornice ai miei capelli.
“Hai corso così in fretta,
che qualsiasi tentativo di tenerti occupato
mi è risultato vano!”
In UN MOMENTO,
mi sei sfuggito via.

 

 

 

Roots

Il cuore
ha “piantato” le radici
in questa terra!
Un ruscello d’acqua fresca
è giunto sin qui,
trascinando con se l’amore.
Sogni al crepuscolo,
Il bagliore colma i desideri,
ma solo per qualche attimo.
Voleremo via, lontano,
desiderando per sempre
un posto cosi…
radicato nel nostro cuore.
togliendomi la sete!

 

 

 

Lettera ad un amico
(tra ricordi e realtà)

Certe giornate di sole
mi danno allegria,
scappo da ‘st’ inferno…
quanta malinconia.
Fermiamoci al bar,
brindiamo a ‘sta’ vita…
ma quanto me costa
campà de fatica.
Meschino di giorno
sognatore di notte,
tra scorci di gloria
continuo a pijà botte.
C’ho Saturno contro
Urano, Plutone,
sorrido ai tuoi occhi
me sento un cojone.
Domani ti chiamo,
s’annamo a ‘mbriacà,
ce stamo a fa grossi
tra ricordi e realtà.

 

 

 

Istinto

Non c’è nulla e cosa alcuna
che io possa insegnarti,
‘che tu già ne conosci il metodo:
devi solo scoprirlo!
Io confinerò le mie attitudini,
aiutandoti a sciogliere le paure,
ma le ferite,
quelle ti insegneranno,
perché la conoscenza
dei propri limiti
ha luogo nella dimensione in cui
soltanto tu vivi,
la tua
conoscenza di te!
Segui l’ISTINTO,
guida della tua anima,
senza sconfinare mai
dalla tua vera natura.

 

 

 

Illusione primordiale

Il carro e già pronto
riprende la marcia soave,
illuso e chi tace
si appresta al cammin primordiale.
Pacato tra il fango che inghiotte le ruote
si mostra il sagace destriero,
la notte ha piovuto piangendo tra i lampi
sommerso e qualunque sentiero.
Giullari dal volto di creta offrono confetti,
donano desideri;
audace concedo il mio posto
ma vomito angoscia su affanni e doveri.
Fantocci a brandelli danzano in un circolo abissale,
gonfiando ad ogni comando l’ego dell’eccentrico caporale.
“ Li osservo mentre scandisci l’ordine della marcia :
ultimi per condanna, privati del podio che gli spetta! “
Il carro e già pronto, riparte,
la marcia continua soave,
illuso e rimasto chi tace
congeda il cammin primordiale.
L’alba raggiunge il tramonto
e Il giorno può ancora aspettare,
svaniscono i miei desideri, ma e notte,
continuo a sognare.

 

 

 

Ad ognuno la sua

Come un vinile,
che con ricorrente frequenza
tiri fuori dal mobiletto,
ne soffi via quel superficiale strato di polvere
che solo il tempo sa delicatamente posare
e, con maniacale attenzione,
lo poggi sulla piastra del tuo giradischi;
quell’istante, quei pochi secondi di fruscio,
prima che il pick-up inizi a “leggere” quella storia,
sono la celebrazione di un attimo,
giusto il tempo necessario ad accomodarti
e di prendere in mano la copertina ,
mentre la puntina inizia a raccontare
una melodia che conosci bene,
ma non ti stanca mai!
Un’interpretazione favolosa,
riscritta in una chiave personale;
ad ognuno la sua, a me, fortunatamente,
quella che preferisco, la tua.

 

 

 

Gentle touch

Un soffio scuote quella pallida foglia, ancor troppo radicata…
tenera.
La brezza del far giorno, la fa rabbrividire, tanto da schiudersi,
mentre un riflesso d’arancio di là dal cristallo, sovrasta come una
glassa morbida la dolce nebbiolina di panna; è leggera…
si scioglie.
Vasi di terracotta prendono smalto affogati nel latte.
Dalla stanza dei trucchi un balsamo mielato si mescola con
l’odore intenso della moka. Il viaggio è appena iniziato.
L’artiglieria incombe come il peso di un masso su un guscio di
mandorlo, ancora troppo tenero.
Non mostra sgomento, così, ostentando impudenza, si accinge
alla battaglia.
Alza lo sguardo ed il mio si riflette con il suo, in uno
scambio temporale.
Un gesto gentile carezza la testa; si allontana…si lascia guidare.

 

 

 

Il respiro della terra

Gocce di rugiada
mi accarezzano il viso,
scrosciando dai teneri fiori di pesco;
li ascolto schiudersi in un gemito
che risuona come un canto.
Respira la campagna,
i diamanti riflettono
il bagliore di un giorno che cresce.
E pace, la vita prende forma.
Tra un attimo i cardellini danzeranno,
nutrendosi dai frutti delle foglie di alloro.
Quest’armonia muove il mondo,
in un mosaico di colori
che sembra avere un ordine ben definito;
la campagna respira,
mi bacia, mi nutre…
si lascia osservare.