Annina Renomi - Poesie

 

DAMMI   UN  ABBRACCIO

 

Dammi un abbraccio.

Stringimi forte.

Prenditi cura di me.

Dammi la perla che

coltivi in te.

Voglio farne collana,

portarla al vento,

sul mio collo,

dove tu, volendo, potresti 

lasciare un segno.

Dammi un fiore

del tuo giardino

voglio farne corona,

appoggiarla sui miei 

capelli

dove tu, volendo, potresti passare

dita leggere.

Dammi da bere,

disseta il mio

cuore,

voglio cantare 

canzoni d’amore.

Dammi il tuo sole,

lo metto in casa,

mi faccio scaldare.

Mettimi le mani 

sui fianchi,

fammi danzare.

 

Dammi un abbraccio,

una perla, un fiore,

da bere…

dammi il tuo sole!

 

Annina Renomi


 

 ATTIMI

 

…….perche’ non guardare il mondo come se 

        fosse la prima volta ?

 

Sgranare gli occhi e gioire infinitamente?

 

POCHI  MINUTI…!!

                          perche’ la realtà’ incalza.

 

Annina Renomi


 

 T(H)E’    CONCENTRATO 

 

A. – Annaspo
– Riesci a tirarmi sù ?
B. Dove devi andare?
A. Dove mi porti tu!

A. Lascia stare i miei sogni-
B. Non ti sogno più-
A. Allungami una mano-
B. Ho solo braccia per te-
A. Non mi schiacciare,

fammi respirare!
B. Respiro con te
A. Stammi accanto allora
B. Non ti trovo.
A. Sono dentro di te!
B. Ah, ecco perché –

Ora ci sono: ti sento-
Ti capisco- Ti trovo_

Aspetta: Ti aiuto- TI soccorro-
Ti prendo le dita, le stringo-
Faccio leva-
Ora sei oltre, in alto,

lassù- Non mi lasciare più!
A. Non ti ho mai lasciato!


 

FILASTROCCA DI SAN VALENTINO

 

Non e’ facile tenere unite le menti

piu’ facile le mani.

…far battere due cuori all’unisono

piu’ facile le mani.

…toccare il cielo insieme per la gioia

piu’ facile le mani.

Le bocche insieme possono parlare

sorridere ammiccare

sfiorarsi  unirsi

……….le mani.

……….le menti ?



COMPOSTI  SILENZIOSI  TRISTI

 

TA’N TARA’ TA’N

TA’N TARA’ TA’N

Marciamo in fila per due

armati

In fila per due saliamo sulla

nave spaziale

e in fila per due sediamo.

Composti silenziosi tristi.

Il ritmo che batte ancora nel cuore

TA’N TARA’ TA’N

TA’N TARA’ TA’N

e in pochi attimi siamo già’

lontani anni luce dalla Cintura di Orione.

 

In fila per due ci spogliamo

in fila per due ci prepariamo.

Come lacrime veniamo lanciati

come occhi di luce scendiamo

come larve entriamo nel sottosuolo

come serpenti ne usciamo

e come uomini diventiamo.

Dall’interno di voi

scrutiamo il vostro mondo.

Composti silenziosi tristi.

Il ritmo che batte ancora nel cuore

TA’N TARA’ TA’N

TA’N TARA’ TA’N

 

Nessun dato

nessun file

sul giorno del rientro.

Ogni notte rinasce la speranza di

vedere oltre le Corna del Toro

il nostro sole brillare oltre

TA’N TARA’ TA’N

TA’N TARA’ TA’N

Composti silenziosi tristi.


 

MADRE

 

Mia madre siede sul divano – stanca -

trent’anni ci dividono – o forse piu’ -

mai uno stesso pensiero

mai un desiderio condiviso.

E’ li’ – forse un giorno non piu’ -

Eppure io non riesco a fare alcun gesto.

Ho un freno dentro.

Sento che e’ sola

sento che soffre

ma non riesco ad andarle incontro,

a portarla via.

 

Mangia poco per dirci che soffre,

soffre nell’anima un isolamento che

nessuno vorrebbe.

Ha intorno a se’ come una barriera -

Non vuole nessuno e cerca tutti,

Cerca in tutti un consenso -

Ha bisogno di un gesto di assenso-

Vive nella speranza che accada

e in questa speranza la vedo perdersi.

 

Cosi’ vicina

- dorme nell’altra stanza -

e cosi’ lontana

- trent’anni o forse piu’ -

 

Ogni conquista

e’ nata dalla lotta

neanche un discorso a quattr’occhi

neanche un assenso

un incoraggiamento.

Solo ora che e’ stanca

mi dice : vai! – fallo!

Ma cosi’ mi suona di triste,

consapevole resa.



MUORE IL CUORE – COSI’

 

Si e’ sciolto

come neve soffice all’apparire

di un caldo improvviso.

Una lama che scende in

profondità’

aprendo un varco allucinante.

Dentro cola un liquido denso

come un

coagulo viscoso.

E’ un dolore agghiacciante:

occhi spalancati

respiro a fil di ferro.

Muore il cuore -cosi’-



ATTONITA

 

Sono sempre piu’ attonita,

di quanto sia enorme il vuoto

che io tento di colmare.

Quel vuoto che io credevo

saresti riuscito a saziare.

E mi avvilisco nel sentire il nulla

nel sentire che sei solo ombra, fumo, aria.

Il mio vuoto e’ li’,

e’ una sofferenza esistenziale a cui non trovo rimedio.

Ho cercato di riempirlo con il lavoro,

con la famiglia,con mia figlia

con te, soprattutto con te.

E pensavo che quello sguardo avvolgente

potesse calarsi su di me e acquietarmi.

Ma tu sei silenzioso, cupo, insofferente…

nulla a che vedere con le note mancanti sul mio 

leggio.

Sto in attesa, non dispiego le ali.

Soffro ogni singola piega di questo muto dolore.

E tengo ben chiuso il cuore dentro di me.



POESIA

 

Gocce di vita

spremuta

che io bevo come

rugiada

posata sui miei sogni

dorati.



ASTRO DEL CIEL

 

Ti posso regalare

polvere di stelle,

se vuoi

altro non so.

 

Posso portarti

su una stella e

sentire il suono

dell’Universo-

Il buio attraverso

il quale

passano

spilli di luce.

 

 

Posso portarti

oltre il blu

nel buio profondo

e

là’

dove non so

offrirti la conoscenza assoluta.

Da quel luogo che

nome

non

ha

non so

se potro’ tornare

ancora-

 

Ma voglio portarti

là’

per averti con me

eternamente.

Come mamma

per sempre

la tua mamma.



VORREI NON AVERTI CONOSCIUTO MAI

 

Vorrei non averti conosciuto mai

e già’ mi pento.

Vorrei non ricordare, non

immaginare neanche

i tuoi primi sguardi che

arrivavano fin dentro alla

mia anima e mi portavano via

dal mondo.

Ora mi pervadono e io non so piu’

chiedermi nulla

e non dirmi

che non succede anche a te.

Mi baci e non sei piu’ tu

cede la tensione in tutto te stesso.

Sei con me

e tu sai già’ come

perche’ ogni volta chiudi gli occhi

allo stesso modo

e li riapri dopo essere stato

con me mille miglia piu’ in là’.

 

Vorrei non averti conosciuto mai

e già’ mi pento.

Vorrei vomitarti da dentro il

mio cuore perche’ mi fa male

averti li’ i giorni che non posso averti.

Vorrei vomitarti per non portare

dentro questi sentimenti cosi’ ingombranti

che a volte sanno tacere, altre

prorompono, mi scuotono

fino a lasciarmi inerme.

Nel buio della notte

tremo lontano da te.

A volte vorrei non averti

conosciuto mai…..



STO ARRIVANDO

 

Aspetti al binario camminando su’ e giu’.

Sto arrivando, eccomi, arrivo.

Scendo con il cuore battente.

Mi accogli con un grande abbraccio.

Il tuo bacio

mi sazia di tutte le mie ansie,

mi acquieta e mi colma.

 

Mi integro in te,

mi connetto con il tuo pensiero

vibro in accordo con ogni tua energia.

Sono io, sei tu, siamo noi.

Ora tutto e’ lineare.

Camminiamo, parliamo, ci abbracciamo.

Tutto e’ al plurale!

 

La distanza tra di noi

e’ li’, quasi inesistente…

per quarantotto

piccole solitarie singole ore,

poi si insinuerà’ inesorabilmente fra di noi

fino a occupare il tuo posto.

Tutto comincerà’ a precipitare all’indietro,

verremo sbalzati su mondi paralleli

dove tutto

e’ sospeso, gelificato,

tutto e’ ricordo incancellabile,

trascritto nelle nostre sinapsi,

registrato nel nostro DNA.

Nulla e’ passato inosservato,

nulla sarà’ come prima

nulla sfugge

e io già’ volgo lo sguardo a te

nell’attesa di salire sul prossimo treno.


 PADRE

 

Se c’e’ un tempo

che non e’ scandito

in quello sei tu.

Da quella zona di mezzo

tu mi guardi e mi segui.

Mi mandi avvertimenti

che suonano come 

contrattempi.

A volte non capisco …..

penso siano coincidenze

che arrivano a caso,

pescate nel caos.

Da quel tempo al di là’ 

del tempo

e di ogni misura

tu mi chiami e

mi parli in una lingua 

che non comprendo

ma che vedo e che sento.

Io vivo una vita 

nel tempo

cosi’ limitata dal tempo

da non capire che sovrapposta 

a questa ne vivo

altre e altre ancora.

 

E’ in una di queste interfaccia 

che spero di incontrarti

e sfiorarti per un attimo ancora,

infinito ed eterno

lontano dal tempo.


INIZIAZIONE

 

Io prometto

io prometto

io prometto

di amarti

di onorarti

nel bene e nel male

e’ nel male che mi hai amato

e’ nel male che mi hai disonorato

e bene mi hai minacciato

e bene mi hai maltrattato

e bene mi hai azzerato.

 

Ma non mi hai rovinato

hai rovinato i miei sogni

hai rovinato i miei desideri

hai rovinato le mie promesse

che premono ancora

spingono e urlano 

una rabbia che sale

che mi spezza la voce

mi toglie il fiato.

 

Non mi hai tolto il vestito

l’hai lasciato cadere

facendo cadere 

le promesse

che ho promesso

ma che nel male del mare del bene

che volevo onorare

ho perso  ho pianto  ho urlato

ho gridato  ho giurato  ho spergiurato

ho riguardato, ricalcolato, ho rivisto

ripensato, risalito, sfidato,

graffiato, morsicato,

disarmato, ho sputato, vomitato

in un bagno che

chiudeva le pareti intorno a me

che stringevo me lontano 

da te

per sentirmi la forza di

amare me piu’ che te

e andare lontano dal male che

mi avevi promesso piu’ del bene che 

ti avevo promesso .

 

Piange la rabbia

sale fino in gola e strozza ogni

parola – Amen.


FIGLIA

 

Carne  sangue  urla

e sei nata tu.

Vita dalla mia vita,

respiro dal mio respiro.

Tenera e forte

premevi sul mio

ventre che io tenevo chiuso

per paura di dare a te

una luce che io non vedevo.

 

Hai sfidato la mia forza.

Hai sfinito il mio cuore.

Hai stremato il mio affanno.

 

Mi hai scelta,

mi hai voluta!

Io, figlia non voluta!

Affranco il mio vuoto,

accolgo il tuo amore.

 

Dal mondo dov’eri

hai guardato lontano 

e oltre ancora

e hai scelto il mio grembo

in cui calare.

La tua vita 

ha acceso la mia

da qui al futuro delle prossime vite.


 MI PRENDI SENZA POTERMI PORTARE VIA

 

Eri già qui che mi aspettavi

su un lato del letto,

appoggiato,

e mi scrutavi.

Il tuo sguardo

tagliente e fermo.

Vegliavi su di me

per cogliere il momento

del cedimento.

Mi assali d’improvviso

non mi lasci un respiro

neanche per guardare

che cosa c’è intorno.

Mi vuoi,

senza potermi avere,

neanche lo sguardo

potresti posare su di me.

Eppure te lo prendi

e mi prendi senza

potermi portare via

con te.


FATìMA

 

C’è una mamma musulmana in cielo

che prega per me

Ne sono onorata.

Vestita di panni bianchi,

foulard bianco,

calze bianche.

I suoi figli ai suoi piedi.

Inchiostro blu fra i suoi occhi,

marchio di genti  berbere.

Il suo sguardo su di me,

la sua religione al di sopra del suo sguardo.

Il suo onore di donna araba,

la sua remissione orgogliosa,

il suo amore incondizionato oltre i confini,

condizionato solo dal suo Dio.

 

C’è una mamma musulmana in cielo

che prega per me.

Mi ha sporto la mano

mi ha aperto la sua casa

mi ha offerto il suo cibo.

Onore al suo dolore

onore al suo amore

onore al suo cuore.

 

C’è una mamma musulmana in cielo

che prega per me.

Ha diviso con me l’acqua

per potermi lavare

ha diviso con me

il suo letto per farmi riposare

il suo tavolo per parlare.

 

Congiungo le mani e pregando

la ringrazio di avermi presa nel suo cuore

e di avermi dato un affetto antico e forte

di terra arsa, dura, estrema.


GUARIGIONE OLTRE       

 

Non c’è problema.

Non c’è solo il nostro mondo.

Non c’è solo la percezione finita

da sperimentare quotidianamente,

ci sono dimensioni migliori

in cui andare,

dove il corpo è un’onda meravigliosa

che si muove vibrando.

Dimensioni

dove la mente è assente.

Fotoni carichi di energia

portano le informazioni.

A questi mondi si può accedere,

sono in noi, fanno parte di noi.

Non è richiesta nessuna

abilità particolare

soltanto slacciare le resistenze

e mettersi in ascolto.

E’ così che avvengono

le guarigioni inaspettate,

non programmate.

E’ tutto lì,

nelle dimensioni

che ci tengono nascoste,

che non ci raccontano.

Accedervi  coscientemente

è un regalo meraviglioso

che possiamo farci,

che mi sono fatta.


ANIMA NERA

 

E’ come un ricordo di

foglie battute da una pioggia

torrenziale.

Verde smeraldo e acqua cristallina,

caschi di banane,

scimmie dispettose

e irriverenti.

Leoni indomabili.

Polvere rossa che tutto copre

e nasconde.

Spezie piccanti che

bruciano in gola

ogni respiro affannato.

E’ come un ricordo

di bimba a spiaggia,

odore di vaniglia,

sciabordio di onde.

Sulla mia pelle nera,

mille perle di sudore

e caldo,

caldo soffocante e avvolgente

ovunque.


IO, TIGRE

 

Occhi tondi, spalancati, vigili.

Manto nero, oro, lucido,

ritto come setole di una spazzola.

Coda flessuosa, vibrante;

tesa

a captare l’onda

di un suono in arrivo;

pronta

a cogliere

uno sfarfallio di quanti.

Padrona della mia terra

sulla quale appoggio artigli affilati,

avanzo e scruto,

nulla sfugge.

E loro sono già  intorno.

Grandi, dorati, alati.

Capto il loro brusio sommesso.

Partecipo dei loro misteri.

Mi avvolgono,

perdo il contatto, le percezioni, le connessioni.

L’aria mi passa attraverso .

Salgo in alto, in alto

inebriandomi di conoscenza pura,

visioni arcaiche, suoni angelici.

E poi mi lasciano.

Trasmutata in ogni mia sequenza quantica

fluttuando, scendo

e, al contatto con la

Madre Nostra Terra,

tutto riprende forma e vigore.

Torno :

vibrante,

presente,

possente.


AMICA CARA

per Elena

 

Sei la mia amica più cara

e quando mi prendi per mano

sento la forza di Gaia

che mi inonda e mi sostiene.

Con la tua voce calma

mi fai affondare le radici

finché mi sento ferma e sicura.

Così posso alzare i miei pensieri

verso l’alto

senza la paura di perdermi in

mondi senza ritorno.


BACIO

 

Il tuo  è un bacio tridimensionale.

Non si accontenta di posarsi

sulle mie labbra,

sale da dentro e affiora,

facendo parte di me.

 

Le sue vibrazioni scuotono le mie,

si mescolano ad esse

e si trasformano

in qualcosa di nuovo che ora

vive  con me ogni giorno.

 

Il tuo bacio in 3D

non si appoggia piatto

sulle mie labbra,

ne fa parte!


AMICIZIA

 

Volteggia leggera sul carillon

con il tutù inamidato,

non tocca terra,

si volge su flutti sinuosi.

 

Suona una melodia

allegra di

frizzante complicità.

I cuori accordati

sulla stessa nota

vibrano di

ballate armoniche.

 

L’incontro scivola indenne

attraverso anni e fatti.

 

Ma

seduzioni  insidiose

causano danni.

 

Cacofonie stonate

prorompono

e dissolvono ogni incontro.



CHE SUCCEDE?

 

Sento uno scricchiolio di dendriti in crescita,

sento neuroni stiracchiarsi,

emozionarsi,

spalancare i passaggi di membrana

quando io guardo

la meraviglia di un tramonto all’orizzonte

o la luna piena che ammicca dietro le nuvole.

 

Ogni volta che mi stupisco

che apro gli occhi per lasciarmi

emozionare ancora di più

tutto il mio mondo dentro

fa salti di gioia, ha la pelle d’oca.

 

La vibrazione sottile di ciò che percepisco

scende in profondità,

solleva la polvere del quotidiano,

e porta un brivido fino al nucleo

della mia cellula più lontana.

 

Non siamo mente e corpo

non siamo cervello e cuore

siamo un tutt’uno che vibra all’unisono,

come un unico diapason .


POESIE

 

Salgono parole

scendono parole

fiumi di parole.

Rime cercate

rime baciate

rime scombinate.

Parole avvolte da cupi misteri

o da sensuali veli.

Colorate da pennelli,

pennarelli o pastelli

come petali adagiati al pistillo.

Una dopo l’altra

“m’ama-non m’ama”

si adagiano sul leggio

si dipanano come matassa

a formare la trama.

E io , in fondo,

appongo la mia firma!