Benito Odoardi - Poesie

ALL’ANIMA

 

Cantami….

Superba regina dell’Olimpo,

Della bellezza della vita!

Raccontami…

Delle profondità dell’universo,

Del tempo senza tempo,

Di spazi senza confini!

Dimmi della felicità,

Dell’amore e dell’armonia!…

Parlami della musica,

Della danza di “Shiva”

Che proietta lo spirito

Nel mondo delle beatitudini

Dove l’io si scioglie

In virtuose piroette scandite

Dalla melodia del tuo sublime

Canto!

Dimmi ancora…

Della bellezza della vita!

Non consentirmi distrazioni!

Tienimi stretto a te,

Rifugio senza tempo!

E grazie…

Per l’attenzione che mi dedichi;

Per i tuoi insegnamenti;

Per la profondità della tua saggezza;

Per il tuo immenso sapere

Che mi sconvolge e m’innamora!

Grazie anche a te, vita mia,

Per avermi regalato tutto questo:

Per aver messo in un contenitore

Così piccolo,

Così tanta abbondanza:

L’eternità!


AL SILENZIO

 

(L’urlo della quiete!)

Con il senso di vita negata mi confronto!

Il mistero del tuo afflato mi conforta!

Ascoltarti è divino!

Alla soave profondità della tua natura

Affido il sentir dell’anima mia,

Contemplazione dello spirito!

In te assolvo i miei crucci!

Con te l’anima s’illumina d’immenso!

Note divine diffuse in ogni dove!

Canto dei cantici che conferisce

Conforto e beatitudine.


ALL’AMORE

 

Questo sol m’arde e questo m’innamora:

..Il Sacro fuoco che mi brucia dentro!…

Superba fiamma che proietta lo spirito

In uno spazio surreale per regalarmi

Momenti colmi di vita splendida!

E’ l’amore che da corpo e sostanza

A tutte le cose:

Calore e bellezza, che conferisce

A ciascuna di esse realtà concreta,

Benché confusa in un divenire

Così pieno di cose dovute!

Questo s’intende per vita

Nella sua massima espressione:

L’amore, appunto, il solo supporto

Capace di proiettare l’individuo

In un compendio di soave beatitudine!

Perché l’amore è beatitudine!…

Il massimo che si possa pretendere da questo

Insignificante scorcio di vita terrena!

Ignorarlo vuol dire negarsi al superlativo che

La vita sottende e pretende:

Vivere come se non si dovesse mai morire,

Per poi morire senza aver mai vissuto!…

Vanificando così il valore di questo gioiello:

Questa nostra unica esistenza,

Che nella maggior parte dei casi ci scivola via

Nell’assoluta indifferenza!


 ALLA BELLEZZA….

Prerogativa dello spirito!

Gloria del Divino che emerge sovrana

Dall’armonia del creato;

Dalla genialità dell’universo umano;

Dai suggestivi colori dell’aurora;

Dalla purezza della rugiada che con delicata speme

Indugia sui petali di una rosa appena sbocciata!

Armonia cosmica riflessa nel sorriso di un bambino;

Nell’euforia della vita che cresce;

Nei germogli che si aprono alla vita;

Nel silente volo del gabbiano che plana;

Nell’eleganza innata del passerotto

Che, incurante, scivola a ridosso dei tuoi piedi!

Sa d’immenso un bimbo aggrappato al seno materno;

La vivacità di un prato tappezzato

Dall’innata superbia del papavero in fiore

Che fa da sfondo alla danza di un aquilone

Evocante aneliti di libertà negate!

La bellezza è un sentimento che riflette

Il candore dell’anima:

Il nesso che dà senso e sostanza a tutte le cose!

Tutto è bello quando si coglie la sobrietà del divenire….

.Il mistero del mondo, che tutto tiene!


ALLA MORTE….

 

Salve a te superba regina delle tenebre,

Signora prediletta degli abissi;…

Misura d’ogn’istanza;….

Consolatrice degli afflitti;…

Rifugio dei disperati!

Lode a te inquietante compagna della vita…

Contro canto delle virtù e dell’ingegno:

Quel nulla che, negando senso e vigore,

Conferisce sostanza e nobiltà d’intenti

Al suggestivo esercizio della vita!

Grazie a te sorella Morte per il tuo Ufficio,

Quando le membra esauste

Cederanno il passo alla furia degli eventi!

Sii allora la benvenuta!

Sarai accolta con solenne gratitudine

Quando mi prenderai le mani per restituirmi

All’oblio dell’eterno riposo!

A quel nulla che indossavo,

Prima che la recita della vita iniziasse.


ALLA SOLITUDINE….

 

Lode a te

Gelosa custode dei segreti dell’anima;

Croce e delizia dell’essere;

Ambigua regina dell’ignoto;

Surreale compagna di una vita!

A te affido le mie speranze….

Il mio destino!

Dalla tua controversa natura

Emerge il sentir dell’anima mia,

Cripta” dello spirito che tutto tiene;

Dimora “della Tenda del Signore”

Che conferisce luce e armonia….

Che fa di noi il fine ultimo;

La cosa più preziosa dell’universo:….

.L’anima del mondo!


ALLA VITA

 

Coscienza dell’essere:

Frammento d’avventura cosmica

Confuso nell’immenso!

Furia dei sentimenti;

Luce della ragione;

Saggezza dell’intelletto!

Vita agognata, soggiogata da

Un passato che non passa mai!

Da cui la vita ….

Così come ciascuno la coglie:

Voluta! Odiata!

Amata! Aborrita!

Allegra! Vilipesa!

Beata! Spezzata!

Oh… Dea della Sapienza

Che dissipi ogni insidia….

Rendimi grazia!

Abbatti ogni steccato!

Restituiscimi al piacere dell’esistenza,

Alla felicità…. Alla via del cuore!

Perché il cuore non sbaglia mai!


IL BIMBO E LA SUA STELLA

 

Col Sole inabissato l’immenso brilla

E un bimbo fu stregato da una stella!

Il fascino di quella notte fu un tormento,

E l’amore mi rapì in un istante!

Le stelle sono ambigue, ancor che belle,

E il mistero di tanto afflato mi gabella!

Anche se da millenni son sparite,

Il flusso di tanta gloria resta in vita!

E se ciò che vedo è solo inganno,

Nulla toglie a tanto vanto

Nel dispensar amori e delicati canti;

Latori anch’essi, a tutto tondo,

Di superbia innata e soavi intenti!

L’amore, di converso, è tutto questo!

Per quanto leso e bistrattato

Non rinnega mai ciò che è stato:

Sorrisi languidi, morbide carezze,

Cose divine, sapori di purezza!

Storie così non si cancellano mai!

Sarai per sempre mia,

Superba Stella!


L’ALBERO INCOMPRESO

 

(La solitudine degli spiriti liberi)

Ti compiango per il tuo stato,

Così piantato lì,

Privo delle gioie del mondo.”

Dissi all’albero, spavaldo,

Che troneggiava accanto!

Il mondo dell’umana gente,

Forse intendi!”

Quello degli indaffarati,

Dei non contenti?”

Replicò l’albero, stupito!

E prima ch’io, incredulo,

Potessi proferir parola,

Ammiccando con sussiego,

Completò il canto:

Io vivo un altro mondo, non il vostro!

Un mondo dove tutto m’è dovuto:

Affondo le radici nella terra

E ne traggo linfa per la vita”;

La notte la rugiada mi disseta,

La pioggia mi lava,

Mentre il vento, impertinente,

Mi strappa via le foglie spente!”.

La primavera poi m’insuffla

Di novello ardore:

Fiori a tutto spiano, foglie verdi,

Bacche a profusione!”

Il mondo, visto da quassù,

È tutt’altra cosa!”

Lì sotto ci siete voi, stressati,

Supini sulle vostre spine!”

Mentre quassù regna l’immenso:”

Di giorno con il Sole mi diletto,”

E la Luna mi sorride, la notte”….

Mentre gioco con le stelle!”


ODE AL SONNO

 

Il dormir mi libera da molesti affanni;

Nel sonno la coscienza si disperde

E il dormir m’è dolce senza fardello!

Il senso di quel “nulla” m’è tanto caro,

E nel tempo che sottrae al corpo inerte,

Nell’immenso di tanta quiete, mi diletto!

Soave è il nulla che d’ogni pena assolve!

Quando il sonno mi trascura, mi dispero;

E duro mi è sopportar l’angoscia

Che soffoca desii e nega il bello!

La vita s’inabissa nell’ignoto,

Assente è il corpo, privo d’ogni pretesa!

Silente poi procede, a luci spente!

E quando il torpor impone gli antichi stenti,

Priva d’ogni vanto, sconsolata,

Ricomincia il canto!

Ma se il dormir che agogno è così bello,

Perché temerlo tanto, per l’eterno?!