Edoardo D'orazio - Poesie

LA PASSEGGIATA

 

Mentre il sole si appresta a tramontare.

La vecchiarella attraversa le vie del paese

E col suo bastone si sostiene

Perché fatica e dolore l’accompagnano.

 

Non molti sono usciti, le vie sono deserte

Chi torna da lavoro desidera la cena,

L’abbaiare dei cani riempie l’aria

E presto è sera.

 

Con il caldo del giorno alle spalle

I ragazzi si preparano ad andare.

Si riempirà la piazza di urla e di rumori

Non è sabato ma estate.

 

Così la vecchiarella ritorna a casa

Lascia le vie a chi ha più forza

Sente quel tempo ormai lontano

E nella sua camera riposa


 

 

SCONFORTO

 

Ne più oso sperar

Di rivederti ancora

Ché tanto ti attese il mio cuore

E ti ebbe per poco.

Ma crudele è il tempo. E or ti desidero.

E nel ricordo sol vivi

Or più debole e stanco.

Come luce

Nel buio risplendi

Immobile e etterno.


 

 

A SELENE

 

Ti ergi maestosa  sui verdi monti

Nel cielo di tenebra

Bianca di perla e tinta di latte

Silenziosa e possente sopra tutte le stelle

madre del cielo

regina degli astri

O luna, riempi di luce con la tua presenza

Ritorna domani e ancora

Per sempre


 

 

ACCIDIA

 

Male di vivere

Angoscia mortale.

L’apatia

Morde le anime.

Disprezzo o indifferenza

Poco importa degli altri.

La solitudine è compagna

Nel silenzio esistenziale.

La vita è un soffio

Agli occhi intellegibili

Dell’immortale e immobile

Opposto del sensibile.


 

 

L’UBRIACO

 

Eccolo là

Seduto sulla sedia,

Con sguardo assente e viso pallido.

Un bicchiere

Sul tavolo

È vuoto.

Chiasso attorno

Silenzio dentro,

Infelice da sempre

Con bottiglie di bourbon.

Vestiti bucati

Soldi finiti.

E scorre il tempo

Contando i secondi,

Con la pioggia che batte

Sul vetro e sul suolo.


 

 

PRIMAVERA

 

Già ecco arrivar

Il tempo di Zefiro alato

Tornano fiori sui campi

Profumi nell’aria

E volano api

Rondini in ciel.


 

 

MNEMOSINE

 

Se alzi lo sguardo

Nel buio della notte

Vedrai eterne le stelle del cielo

 

Nel passato ti immergi

Nel oggi fuggente

E contempli in silenzio

 

Un libro già letto

Generazioni continue

Lo hanno sfogliato

 

Immutabili restano

Mentre tutto scorre

E osservano da lontano

 

Nel futuro manterranno il ricordo

Di chi le ha osservate

 

E chi le ha osservate sarà ricordato

Da chi al tempo le osserverà.


 

 

SPERANZA

 

Si tinsero i suoi occhi di rosso

Grondanti di pianto

E calò sul suo viso

Come un’ombra l’angoscia.

 

Ma le lacrime

Sulle fresche gote sue giovani

Brillarono alla luce del sole.

 

E tornò la speranza di un tempo

La certezza di essere amata.


 

 

No, non vi parlerò di me.

Infatti perché dovrei aprire la mia anima ad un lettore sconosciuto?

Non mi sono mai confidato con nessuno e non vedo il motivo di doverlo fare adesso.

[…]


 

 

Sorgerai ancora domani mattina?

O I tuoi raggi illumineranno per sempre un altro orizzonte?

Interminabile la lunga oscura notte che mi avvolge.

Per quanto ancora dovrò attendere il tuo volto?

Forse per sempre?