Gentilino Cipriano - Poesie

Fantasie

 

Non lascio più svolare

le fantasie

cauto

le adagio

tra i sogni

inebriato

al sole d’inverno

nel sopore dell’onda

e lo squittio dei gabbiani


Torno

 

Disperso tra genie

torno tra bianche case

e riti di donne che

troppe volte possedute

mi fecero estraneo

torno tra parole

ancora consuete

a cercare nuovi alfabeti

 


Ero psichiatra

 

Ancora sento

voci di deliri nascosti

tra dune del deserto

e frammenti di carovane

sento

parole tentate

oltre nuovi muri

tra folli versi

di parole osate


Silenzi

 

Vorrei essere lavato

di ogni senso

unto

di sopore ed essenze

avvolto nudo

nel lino antico

delle dimenticanze

nascosto

e lasciato

al sonno

dei miei silenzi


Scarabattole

 

Ancora

teschi adorati

e mummie ossequiate

fame di schiavi insanguinati

mestruo di violentate

ancora

simulacri di coscienze insipienti

buio miscredente

dèi dell’odio osannati

ceri nelle scarabattole votive

di pii screanzati

ancora

nulla

nulla di umano


Manichini

 

Come foglie

accartocciate dal vento

tra scricchiolii

di parole

senza più senso

manichini

aspettiamo

improbabili primavere


Figlio

 

Errante sogni di altri

ti sentii arrivarmi

figlio silente e quieto

con quel tuo petalo in più

padre colpevole

di sogni sfumati

e nuovi colori da imparare

ti alzai al cielo

tra sorrisi lallati

e ti ho ritrovato

buffo petalo in più.


Frantumi

 

Frantumi

di sogni svaniti

mi raccolgo

denudato

nel bianco sudario

mi cerco

confidente

tra sillabe di sogni


Sole d’inverno

 

Scende presto

nel mare

il sole d’inverno

discreto sfiora

emozioni

di pallidi coralli

nostalgie

di silenti meduse

timidi sogni

celati dai ricci


Alambicco

 

Vorrei essere goccia

di alambicco

distillata

dove rinascono i sogni

scivolarmi

dentro

nel sopore indifeso

della notte

prima che ritorni l’alba