Giampaolo Murgia - Poesie e Racconti

Una sera osservando il mare

 

Giunge la sera

una vela solca il mar

con aria fiera,

Poi vento calma,

divien onda men crespa

finquando quasi doma.

Il cielo è terso,

sullo sfondo i monti

io guardo perso,

ulivo primo

s’ affaccia al mar 

Che tanto stimo.

La luce scende 

all’ ora del crepuscolo,

cielo e mar fonde,

vedo un gabbiano

su di un lampion posato

guardar lontano.

Il buio avanza

poi l’ onda si placa

E il mar silenzia.


Riposo

 

Riposo ora le membra doloranti, 

stanche per il duro lavoro 

e per la malattia passata

e vago col pensiero …..

Rivedo emozioni  e ricordi lontani

ma sempre presenti 

negli angoli nascosti della mente.

Ora cerco la mia musa (Calliope)

che sorride e mi ispira 

ricordandomi le bellezze della vita.


Maestrale

 

Soffia maestrale

increspa l’onda

ciel lumina male.

Incupe tutto

cerco nel mio pensier

sto’ assorto

come desia nave

nella tempesta trovar

porto soave.


Azzurro

 

Azzuro come il colore del cielo 

terso da nubi che illumina il giorno.

Azzurro come il mare

che si trova vicino alla costa

che da lontano sembra fondersi col cielo

e dare un senso di calma

avvicinando l’infinito celeste

con il finito terrestre

rendendo possibile il tutto.

Azzurro è il senso di pace e tranquillità

che attenua l’affanno

quando l’ambiente è pervaso 

da questo colore.

Azzurro è dilatazione delle percezioni

fino alla compenetrazione dell’esistenza,

è calma associata a comprensione e

condivisione armonica appagante,

è l’immagine di un bambino nel seno materno

che vive il suo perfetto equilibrio

tra spazio interno ed esterno,

ma, è anche l’immagine di un vecchio

che danza il suo vissuto nell’armonia della terra,

è l’immagine della natura che si espande

tornando poi a se stessa in un continuo respiro

proiettato verso un futuro infinito.


Autunno

 

Autunno, tempo di vendemmia,

profumo di mosto 

e di castagne arrosto.

Dopo tanto lavoro nasce il vino,

è rosso come il sangue 

che sgorga pulsante e vivo,

simbolo d’ amore e di speranza.

ed io con una spada nel cuore

ed una che mi pende sulla testa

sorrido ancora alla vita e vi amo ancora. 


Armonia

 

La natura amo

all’ascolto del mar

silenzio bramo.

Il sol e’ alto

albero ombreggia

son appagato.

Un gabbiano plana

e rompe l’armonia

che presto sana.


Ricordi (Poesia del libro le Demenze)

 

Ricordi sfumati …… affievoliti, affiorano alla mente,

domande e pensieri che accavallandosi si perdono.

Passo dopo passo cerco ancora un alito di vita, 

un’ emozione ma …… mi sfugge …….

Cerco, rincorrendo senza fiato i pensieri 

che prima mi erano vicini

e intanto …….. il domani è già ieri.


Gli strumenti musicali della mia vita

 

Sono un flauto, prima ero dolce poi son diventato traverso

e mi sono un poco perso,

son nato da un flauto professionale e da una chitarrina vivace

che spesso non si dava pace,

avrei voluto essere una batteria 

ma questo non era adatto per la vita mia.

Le mie sorelle sono la trunfa e l’ocarina

e delle due non so’ chi e’ la piu’ bellina,

mio fratello si chiama banjo mandolino,

vuol far l’americano e spesso ha fatto il biricchino.

Ho un amico sincero kazoo si chiama 

e gira il mondo che tanto ama.

Il mio amore mai corrisposto e’ la pianola 

con la quale ho avuto una toccata e fuga sola.

Mi son sposato anch’io con una chitarrina

dal nostro amore e’ nato un flauto che forse sara’ professionale

e una bella pianolina.


La Principessa Giulia

 

Prima di nascere vivevo su di una nuvoletta nel cielo alto, ogni tanto guardavo giù incuriosita e mi chiedevo : “come facevano gli esseri che vivevano sulla terra in mezzo a tutto quel caos?”. Infatti, mentre quassù tutto era perfetto, laggiù non si capiva come, per ottenere delle cose ovvie, sembrava che ci volessero degli enormi sforzi, dovevo assolutamente capire il perchè di tutto ciò. Decisi allora di programmare la mia nascita, cominciai a cercare una mamma da cui nascere,un papà e se possibile anche un bel fratellino ed anche un luogo per quanto possibile “sicuro” ma, essendo io un’anima perfetta, avevo paura che, una volta deciso di stare nel ventre della mia futura madre, questa ed il mio futuro papà, per la loro imperfezione, avrebbero potuto rispedirmi indietro ancor prima di nascere. Dovete sapere, infatti, che le anime che vivono sulla terra, alla fine del loro ciclo, possono diventare perfette e, prima di diventarlo, passano attraverso lo stadio Down dell’essere. Perciò io, scegliendo di nascere, sarei nata nella forma umana più vicina alla perfezione delle anime e cioè sarei nata con la sindrome di Down. Ci sono stati molti altri tentativi di anime perfette come me di scendere sulla terra, per capire e per aiutare quegli esseri che da quassù sembravano così strani e difficili e, fino ad ora, poche vi erano riuscite perchè, gli esseri terreni, essendo imperfetti, non riuscivano a capire, e, intorno al quinto mese di gravidanza, a volte anche prima, le rispedivano indietro con un mezzo assai barbaro che chiamano aborto. Quelle che riuscivano nell’intento spesso si chiudevano in se e, anche quando ritornavano quassù, riferivano che la missione era impossibile perchè la durezza dei cuori (e delle menti ) degli esseri terreni era ancora tanta. Guardando giù (Down in Inglese), vedevo quel puntino blu che chiamano terra e mi chiedevo: “dove… dove… poter nascere”, troppe guerre, troppi disastri, troppe prevaricazioni, poca tranquillità, “forse se cerco in un’isola non troppo grande ne troppo piccola…..Oh….., ecco là un’ isoletta… in un mare limpido con un buon clima, c’è qualcuno che ancora lavora bene, pochi, ma le speranze non sono del tutto perse”. Rimaneva da trovare le persone giuste per me, allora decisi di scendere invisibile per sentire i pensieri delle persone, per poter meglio scegliere quelle più adatte. Quanti pensieri strani e contorti! In tutto quel caos,stavo per rinunciare, quando mi sentii attratta da pensieri in preghiera, che sostanzialmente chiedevano di trovare un giusto equilibrio, di uscire per quanto possibile dal caos, di capire il perchè sostanziale di questo caos, di poter riparare se avuta l’occasione ad eventuali errori commessi, di augurare per ogni bene ricevuto altrettanto ed anche di più, di non ricevere male ne essere più causa di male (per quanto possibile). Erano i pensieri della mia futura mamma Lucia che tra l’ altro era già madre di un altro bambino che aveva due nomi Riccardo Liberato. Ebbi un pò di indecisione a scendere nel ventre della mia futura mamma a causa di qualche pensiero del mio papà: qualche parolaccia, qualche maledizione (meglio non ripeterle), a causa del lavoro, degli studi precedenti, sostanzialmente a causa della vita mediocre vissuta fino ad allora senza troppa enfasi. Poi, anche in lui, ho colto dei pensieri di riscatto e una voglia di riparare a degli errori passati con in mente la voglia di un altro bambino, non importava se maschio o femmina, se bello o brutto, se perfetto o imperfetto, avrebbe accettato qualsiasi bambino e, sopratutto, fece voto di non rispedire indietro nessuno e così mi decisi, nacqui a Cagliari il 9/05/1997 nell’ isola di Sardegna da mamma Lucia e papà Giampaolo ed ebbi come fratello Riccardo Liberato, mi chiamarono Giulia, la Principessa. Lo so! Vi state chiedendo come mai, nonostante io abbia solo tre anni, sia riuscita a scrivere questo piccolo racconto, in realtà non sono stata io a scriverlo! E’ stato il mio papà, ho dovuto ipnotizzarlo e dettarglielo per via telepatica.


 Breve raccolta di Haiku scelti :

 

Alba velata

Ma la luce prorompe

Questa mattina

 

Dal monte sorge

Or si affaccia gaio

Dolce mattino

 

Dolci attimi

Nella sera sospesi

Terso tramonto

 

Suono di tuono

Salta il lampo nel ciel

Piove nel giorno

 

Ancor per poco

Che poi nube svanisce

E torna il sol

 

Giunge la sera

Vento percuote il mar

Onda spumeggia

 

Sorta la luna

Come in uno specchio

Guarda il mare