Una sera osservando il mare
Giunge la sera
una vela solca il mar
con aria fiera,
Poi vento calma,
divien onda men crespa
finquando quasi doma.
Il cielo è terso,
sullo sfondo i monti
io guardo perso,
ulivo primo
s’ affaccia al mar
Che tanto stimo.
La luce scende
all’ ora del crepuscolo,
cielo e mar fonde,
vedo un gabbiano
su di un lampion posato
guardar lontano.
Il buio avanza
poi l’ onda si placa
E il mar silenzia.
Riposo
Riposo ora le membra doloranti,
stanche per il duro lavoro
e per la malattia passata
e vago col pensiero …..
Rivedo emozioni e ricordi lontani
ma sempre presenti
negli angoli nascosti della mente.
Ora cerco la mia musa (Calliope)
che sorride e mi ispira
ricordandomi le bellezze della vita.
Maestrale
Soffia maestrale
increspa l’onda
ciel lumina male.
Incupe tutto
cerco nel mio pensier
sto’ assorto
come desia nave
nella tempesta trovar
porto soave.
Azzurro
Azzuro come il colore del cielo
terso da nubi che illumina il giorno.
Azzurro come il mare
che si trova vicino alla costa
che da lontano sembra fondersi col cielo
e dare un senso di calma
avvicinando l’infinito celeste
con il finito terrestre
rendendo possibile il tutto.
Azzurro è il senso di pace e tranquillità
che attenua l’affanno
quando l’ambiente è pervaso
da questo colore.
Azzurro è dilatazione delle percezioni
fino alla compenetrazione dell’esistenza,
è calma associata a comprensione e
condivisione armonica appagante,
è l’immagine di un bambino nel seno materno
che vive il suo perfetto equilibrio
tra spazio interno ed esterno,
ma, è anche l’immagine di un vecchio
che danza il suo vissuto nell’armonia della terra,
è l’immagine della natura che si espande
tornando poi a se stessa in un continuo respiro
proiettato verso un futuro infinito.
Autunno
Autunno, tempo di vendemmia,
profumo di mosto
e di castagne arrosto.
Dopo tanto lavoro nasce il vino,
è rosso come il sangue
che sgorga pulsante e vivo,
simbolo d’ amore e di speranza.
ed io con una spada nel cuore
ed una che mi pende sulla testa
sorrido ancora alla vita e vi amo ancora.
Armonia
La natura amo
all’ascolto del mar
silenzio bramo.
Il sol e’ alto
albero ombreggia
son appagato.
Un gabbiano plana
e rompe l’armonia
che presto sana.
Ricordi (Poesia del libro le Demenze)
Ricordi sfumati …… affievoliti, affiorano alla mente,
domande e pensieri che accavallandosi si perdono.
Passo dopo passo cerco ancora un alito di vita,
un’ emozione ma …… mi sfugge …….
Cerco, rincorrendo senza fiato i pensieri
che prima mi erano vicini
e intanto …….. il domani è già ieri.
Gli strumenti musicali della mia vita
Sono un flauto, prima ero dolce poi son diventato traverso
e mi sono un poco perso,
son nato da un flauto professionale e da una chitarrina vivace
che spesso non si dava pace,
avrei voluto essere una batteria
ma questo non era adatto per la vita mia.
Le mie sorelle sono la trunfa e l’ocarina
e delle due non so’ chi e’ la piu’ bellina,
mio fratello si chiama banjo mandolino,
vuol far l’americano e spesso ha fatto il biricchino.
Ho un amico sincero kazoo si chiama
e gira il mondo che tanto ama.
Il mio amore mai corrisposto e’ la pianola
con la quale ho avuto una toccata e fuga sola.
Mi son sposato anch’io con una chitarrina
dal nostro amore e’ nato un flauto che forse sara’ professionale
e una bella pianolina.
La Principessa Giulia
Prima di nascere vivevo su di una nuvoletta nel cielo alto, ogni tanto guardavo giù incuriosita e mi chiedevo : “come facevano gli esseri che vivevano sulla terra in mezzo a tutto quel caos?”. Infatti, mentre quassù tutto era perfetto, laggiù non si capiva come, per ottenere delle cose ovvie, sembrava che ci volessero degli enormi sforzi, dovevo assolutamente capire il perchè di tutto ciò. Decisi allora di programmare la mia nascita, cominciai a cercare una mamma da cui nascere,un papà e se possibile anche un bel fratellino ed anche un luogo per quanto possibile “sicuro” ma, essendo io un’anima perfetta, avevo paura che, una volta deciso di stare nel ventre della mia futura madre, questa ed il mio futuro papà, per la loro imperfezione, avrebbero potuto rispedirmi indietro ancor prima di nascere. Dovete sapere, infatti, che le anime che vivono sulla terra, alla fine del loro ciclo, possono diventare perfette e, prima di diventarlo, passano attraverso lo stadio Down dell’essere. Perciò io, scegliendo di nascere, sarei nata nella forma umana più vicina alla perfezione delle anime e cioè sarei nata con la sindrome di Down. Ci sono stati molti altri tentativi di anime perfette come me di scendere sulla terra, per capire e per aiutare quegli esseri che da quassù sembravano così strani e difficili e, fino ad ora, poche vi erano riuscite perchè, gli esseri terreni, essendo imperfetti, non riuscivano a capire, e, intorno al quinto mese di gravidanza, a volte anche prima, le rispedivano indietro con un mezzo assai barbaro che chiamano aborto. Quelle che riuscivano nell’intento spesso si chiudevano in se e, anche quando ritornavano quassù, riferivano che la missione era impossibile perchè la durezza dei cuori (e delle menti ) degli esseri terreni era ancora tanta. Guardando giù (Down in Inglese), vedevo quel puntino blu che chiamano terra e mi chiedevo: “dove… dove… poter nascere”, troppe guerre, troppi disastri, troppe prevaricazioni, poca tranquillità, “forse se cerco in un’isola non troppo grande ne troppo piccola…..Oh….., ecco là un’ isoletta… in un mare limpido con un buon clima, c’è qualcuno che ancora lavora bene, pochi, ma le speranze non sono del tutto perse”. Rimaneva da trovare le persone giuste per me, allora decisi di scendere invisibile per sentire i pensieri delle persone, per poter meglio scegliere quelle più adatte. Quanti pensieri strani e contorti! In tutto quel caos,stavo per rinunciare, quando mi sentii attratta da pensieri in preghiera, che sostanzialmente chiedevano di trovare un giusto equilibrio, di uscire per quanto possibile dal caos, di capire il perchè sostanziale di questo caos, di poter riparare se avuta l’occasione ad eventuali errori commessi, di augurare per ogni bene ricevuto altrettanto ed anche di più, di non ricevere male ne essere più causa di male (per quanto possibile). Erano i pensieri della mia futura mamma Lucia che tra l’ altro era già madre di un altro bambino che aveva due nomi Riccardo Liberato. Ebbi un pò di indecisione a scendere nel ventre della mia futura mamma a causa di qualche pensiero del mio papà: qualche parolaccia, qualche maledizione (meglio non ripeterle), a causa del lavoro, degli studi precedenti, sostanzialmente a causa della vita mediocre vissuta fino ad allora senza troppa enfasi. Poi, anche in lui, ho colto dei pensieri di riscatto e una voglia di riparare a degli errori passati con in mente la voglia di un altro bambino, non importava se maschio o femmina, se bello o brutto, se perfetto o imperfetto, avrebbe accettato qualsiasi bambino e, sopratutto, fece voto di non rispedire indietro nessuno e così mi decisi, nacqui a Cagliari il 9/05/1997 nell’ isola di Sardegna da mamma Lucia e papà Giampaolo ed ebbi come fratello Riccardo Liberato, mi chiamarono Giulia, la Principessa. Lo so! Vi state chiedendo come mai, nonostante io abbia solo tre anni, sia riuscita a scrivere questo piccolo racconto, in realtà non sono stata io a scriverlo! E’ stato il mio papà, ho dovuto ipnotizzarlo e dettarglielo per via telepatica.
Breve raccolta di Haiku scelti :
Alba velata
Ma la luce prorompe
Questa mattina
Dal monte sorge
Or si affaccia gaio
Dolce mattino
Dolci attimi
Nella sera sospesi
Terso tramonto
Suono di tuono
Salta il lampo nel ciel
Piove nel giorno
Ancor per poco
Che poi nube svanisce
E torna il sol
Giunge la sera
Vento percuote il mar
Onda spumeggia
Sorta la luna
Come in uno specchio
Guarda il mare