Ginevra Alberti - Poesie

Fluida inutilità

 

Movimento astratto delle membra

perchè restare in fondo? 

perchè affondare le proprie radici

dentro ad un terreno che rigetta 

continuamente?

sono morbida seppur rarefatta

sono qui seppur qui non è nulla 

sono te, uno e tutto


Era e non è più

 

Ascolto un silenzio

seduto accanto a me 

sussurra parole di vetro 

difficili da consultare 

esisteva un’emozione

come esistono la luna e le stelle

fuggì all’alba di una notte

sorprendendo il mondo con la sua assenza 

nelle stanze delle case 

rimane il caldo della vita

rimangono i segni di un’esistenza

che non era pronta a morire


Il persistente

 

Dolori irregolari 

pulsano dentro di me

mi ricordano le paure 

che cerco di celare 

mi raccontano le sofferenze 

che non ho voglia di provare. 

cercando la luce ho negato il male

che uscito dalla mia testa

si è rifugiato nel mio corpo 

violentandolo 

si tiene appeso 

come il polipo alla pietra

e io che vorrei strapparlo 

non vedo le mie mani

malaugurata scienza 

vai avanti inesorabile

mentre la mia mente ammalata

non riesce a combatterti


Effimero

 

Non credo nei tuoi sguardi

piccole immagini nere 

scarabocchiate dall’indecisione

accartocciate dalla paura.

non vedo dentro ai tuoi occhi

dimenticati nel fondo della vita 

bellissimi inganni terreni

dove la luce non arriva più

non desidero averti accanto

perchè la tua esistenza

ha il suono del vuoto 

e il silenzio dell’inverno


Un cammino

 

Ho percorso ventidue giri,

ventidue lunghi giri intorno alla mia testa.

ventidue giri per raccontare 

che l’acqua non è sempre luce

ventidue giri per vedere ruotare il capo

per sollevare a braccia distese

un’esistenza troppo pesante,

per scendere le scale 

di un mondo che non esiste

e tornare giù,

dove si può respirare.


La forza testarda del presente

 

Tutte le mattine e tutte le sere 

tu chiami da un mondo che non esiste

da un pensiero che mi resiste.

sei già dentro di me 

come l’acqua è dentro il mare

senza bisogno di chiedere.

cessa il tuo lavoro

oppure rendilo vita.

perchè la grandezza del desiderio

non si può racchiudere

dentro i palmi delle mani.


L’eterno

 

Immemore mi muovo 

in un mare di pietra. 

in alcuni sussulti 

ritrovo la penombra 

del mondo abbandonato. 

uno scorcio senza eco 

mi permette di pensarti

in una favola mai scritta. 

senza tempo

io mi illudo 

con parsimonia 

mi disilludo


Lo spioncino

 

Poi c’è la curiosità

che bussa alla porta della casa

e invita, intriga, richiama

è uno sguardo che seduce

una rima che inganna

passione dei sensi 

niente promette 

solo quello che basta

per saziare l’appetito 

dell’animale affamato 

e che sia il gioco


L’alba

 

Sentinella riposa pure

delle stelle non son più le ore

e la guardia non serve fare 

è l’alba del mio amore 

una questione di misure

chè senza te non riesco a stare 

ascolta il suo chiarore

che balla e canta al cuore 

la sua luce non puoi ignorare

sentinella riposa pure

ritrova ora il tuo dormire 

cerca ancora di sognare


Sospeso

 

In questa sera prego te

affinchè questo possa finire

perchè questa fiamma possa spegnersi

e il coltello fermarsi

non esiste peggior persecutore

dell’inesistente immaginato

che si impone sul tempo e sullo spazio

mai avrei pensato

che questa sarebbe stata 

la conseguenza di una fantasia