Silvia Parenti - Poesie

Fiume

Non mi importa di niente,
Di niente mi importa,
Quando sono in acqua ho la memoria corta.
E come nel fiume
tutto scorre, nulla resta,
quel che vedo fuori era già dentro la mia testa.
Se c’è l’acqua
Non mi importa nulla,
di nulla mi importa.
So solo che la vita è corta, è anche bella,
quando cerchi quel che ti piace
e segui dritto la tua stella.

 


 

Frammenti

Immobile
fisso i miei occhi dentro lo specchio.
Ogni lacrima che scende
e mi riga il viso
è come un taglio profondo
che sanguina.
I denti stridono
come in un rantolo
acuto,
di tortura.
La disperazione più forte
è vedere tra le gocce di sangue
che sono io a tenere in mano la lametta.
Il male ricevuto è il male fatto.
Io sono solo un altro volto nel mondo.

 


 

specch-io

Il volto dell’altro riflesso nei miei occhi
mostra e riflette
che io sono te, te sei me
le mie passioni, i miei difetti,
l’amore che metti
tutti i dispetti.
Non lo fai per qualcun’altro ma per te stesso poiché
non c’è confine tra te e me.
Tu sono io,
Me sei te.
Un altro riflette di te ciò che vuoi vedere nella tua immagine,
ciò che mandi nel mondo, collettiva compagine.
Il modo in cui ti guardi è sacro: non ti rinnegare!
ciò sarà il modo in cui un altro ti vede, fatti apprezzare!

 


 

Viva la pioggia!

Suona la pioggia che cade da una nuvola grigia.
Suona la melodia di mille note in compagnia,
suona l’assenza di rumore tra una goccia e l’altra
e si inventa una canzone.
È un temporale, un nubifragio, un acquazzone?
Prendete l’ombrello, per non bagnare il calzone!
Ma poi c’è quello,
sprovveduto o magari proprio no,
che riparo non ne vuole,
e sotto l’acqua sta a pensare ancora un po’.
E ringrazia la pioggia, fresca e sincera,
che rende l’aria vaporosa,
mentre calma e silenziosa scende anche la sera.

Tic e tac, splish e splash
ogni goccia che cade rimbalza qua e là.
Naviga una formica su una foglia che galleggia,
nel fiume della vita, che in quel rio riecheggia.
Sotto ad un’altra si riposa un passerotto,
mentre scuote le penne nello scroscio ininterrotto.
Ringrazia una rana,
da dentro la sua tana,
per quell’abbondare di cibo,
che la pioggia richiama.
E sotto le coperte ad ascoltarla cadere ci sei anche te,
perché d’acqua si vive, si sogna, d’acqua si è.

 


 

Storia di me e di te, di una Regina e d’un Re

Mio Re,
Mio dolce ed affascinante RE,
Ho bisogno di te,
Che tu abbia bisogno di me.
Un bisogno di ricerca del vero,
Che più bisogno è libero desiderio.
Mio Re,
Io sto cercando in te,
Qualcosa di antico, qualcosa di nuovo,
Qualcosa che è istinto ma che è anche provo.
Un uomo che mi sceglie
E che scelgo ogni giorno.
Un uomo che sento e mi voglio vedere sempre intorno.
Solo per il mio Re io divento Regina,
Credo, proteggo, combatto, per te nuda e selvaggia, bambina.
Metto tutta me stessa al fianco del nostro destino.
Per una storia d’amore che sfonda la fiaba,
Rompe tutte le regole e trova la sua strada.
Caro mio Re, mia Cara Regina,
Solo insieme,
passi a tempo,
potete procedere avanti sul vostro cammino.

 


 

Autunno (addio a nonna)

Attaccata ai rami lucidi e spogli, degli alberi che da verdi si fan gialli,
Rigira e tentenna una foglia al vento,
Immagine tua, nonna,
In questo lungo autunno di stento.
Lei resiste ogni giorno mentre il sole la sbiadisce
e in balia alla brezza si lascia cullare, prima piano, poi forte,
a volte impazzisce.
Negli ultimi mesi, qualche volteggio fantasioso,
mi suscitava un sorriso dal retrogusto spinoso.
Lo stesso calcava più scuro sul tuo viso, un solco profondo,
in bocca amaro come la linfa del Nocio
e consapevole e triste dentro al mio cuor,
che ogni giravolta da trottola, incanto sospeso,
poteva essere l’ultima in quel raggio di sol.
Così un giorno insieme alla pioggia della sera,
silenziosa cadi e voli via, delicata, leggera.
Resta solo il ricordo, il segno del tuo amore:
una pennellata d’oro e calore
sul freddo celeste di un cielo che muore.

 


 

Bambolina

Balla, balla per me bambolina!
Come sei bella, sei carina.
Ti desidero, ti prendo e mi diverto.
Ti voglio per sempre, voglio un figlio.
“Allora esco allo scoperto:
piango anche, chiedo attenzione, voglio presenza,
se faccio le bizze mi viene un brutto cipiglio.”
Ecco vedi, lo sapevo, questi son problemi miei
e tu adesso ti allontani, vai via, non mi vuoi.
Balla, continua a ballare ballerina,
diremo che non eravamo fatti l’uno per l’altra e vedrai,
tornerà tutto come prima.
Anche se qualcosa così lo senti una volta ogni 10 anni,
non ci pensare, continua a focalizzarti solo sui danni.
E così sei di nuovo sola
e tutto sembra di nuovo fermo eppure il tempo vola.
Scappare è più semplice che cambiare,
è come chiudere una porta
e dire che per te in quel film, la protagonista è bella che morta.
Eppure lei è lì, non è andata via.
Continua a chiedersi: dov’è quel senso di appartenenza ora che mi dici
“non sei più mia?”.

 


 

Amore difficile

È un amore difficile questo amore.
Un amore di distanza,
un amore di pazienza.
Un amore per cui si lotta,
per cui arrischi ogni difesa, metti in acqua tutta la tua flotta.
È un amore molto lieve,
a volte un amore freddo, come la neve.
Altre volte non c’è inverno,
solo lingue di fuoco e passione,
caldo come l’inferno.
È un amore che porta salvezza,
quando entra in campo la tenerezza.
È un amore di tenacia, una prova di forza,
E se non correggi i tuoi pensieri
di tristezza e di mancanza,
ti schiaccia contro te stesso, come dentro ad una morsa.
È un amore di speranza,
che se mai sarà tradita,
ti lascerà una mattina, con niente tra le dita.
È un amore difficile che cerca concretezza,
che prova a mettere radici
E basterebbe una carezza
per dare terra a ciò che dici,
Vedersi davvero l’uno accanto all’altra,
Vederci felici.

 


 

Certe donne

Certe donne, sanno come chiedere ai maschi,
sanno farsi dare tutto ciò di cui hanno bisogno.
Certe donne non hanno paura di essere troppo ingombranti,
di prendersi tutto, di essere direttive, di essere fiere.
Alcune donne, invece, hanno paura di non dare abbastanza,
di non essere sufficientemente presenti per gli altri.
Quelle donne chiedono spesso se possono aiutare,
si preoccupano di far stare bene chi hanno vicino,
provano sempre a regalare parole gentili.
Quelle donne, in genere, mettono qualcun’altro prima di loro
e questo, lentamente, le avvelena.
Quelle donne risultano perlopiù troppo certe, anche se mai per sé stesse.
Di solito lo sono per gli altri, che di certo, per prime non le hanno messe.
Certe donne allora a fatica imparano ad amarsi, ma per davvero:
cominciano a mettersi per prime prima degli altri
e poi finalmente, un giorno, diventano anche loro,
Donne Certe.

 


 

Piedi liberi

Piedi nudi,
Piedi scalzi,
Piedi a terra.
Piedi (poco) stabili e doloranti.
Piedi gonfi,
Piedi pesanti.
Non c’è verso, anche soffrendo, dobbiamo andare avanti!
Piedi leggeri,
Tornerete a camminare e correrete più di ieri.
P di piedi,
P di pazienza.
Piedi in marcia che a tenacia e perseveranza faranno riverenza.
Ora in piedi,
Punto i piedi!
E così, su due piedi,
Avanti tutta, gambe in spalla,
Siamo già a metà strada ed un passo dopo l’altro, così va la vita.
E alla fine, vedrai che si balla!