Ottobre Colle Oppio 

 

Incamminandosi  in quel parto nasce,

petali nel ricordo, si staccano.

Adornano la  vasca arsa 

anfore egiziane 

rinnovata decadenza romana.

Possiamo bere alla fonte?

Nell’ eone contaminato 

sgorga la corruzione

 

Il colle si affaccia

e sfrontata sento

l’odore del sangue e ne odo il tormento.


 

California

 

Nel vuoto avanzano radici, alenando passati;

si radicano in future zolle.

Scalciano inzuppati nel fango cavalli che aspettano;

lo stalliere si è congedato.

Il puledro  inginocchiato

si frusta la schiena 

mentre s’ inarca al cielo.

Lo steccato cigola lievemente spezzato

lo zoccolo blu indaco impigliato.

Scivola lo sguardo spaventato, 

sul verde tappeto che ora appare inclinato.

Era nato da poco, da immortale sentiva:

l’audacia pressante ,

la mano alla cinta,

il tempo che spinge.

Lo sguardo incagliato, 

il filetto  forgiato.

Circondati da cielo lo steccato non vedo!

Si sente alla gola 

in cortile la briglia 

è il  traversino che preme la lingua?

Nei boschi  di sequoie radici si adagiano inzuppate, 

noi come  foglie ci staccheremo

per riposare sul molle terreno.


Intermezzo musicale

 

I figli dei Dei lacrimano sangue;

le figlie illuminano all’imbrunire,

lo squarcio nella pelle.

Rilassa le ossa  il sentire di andare.

Via.