Sveglia impietosa

E’ già arduo uscire, al mattino,
dalle coltri morbide e calde
con la sveglia impietosa che urla
il ritorno al dovere,
ma quando poi in quel nuovo
pezzetto di vita, dono del Creatore
da impiegare al meglio,
i primi volti che incontri sono
volti amareggiati, scontrosi, cupi,
da voci aspre che ruggiscono
senza motivo alcuno,

ti chiedi la ragione della tua presenza
lì in quel momento, strappo definitivo
ai sogni con Morfeo.
Impresa al limite dell’umana sopportazione
giungere al termine della giornata
senza colpo ferire,
agognando tornare al dolce torpore
del sonno, alle coltri protettive e sicure
al corpo avvolte come ad un feto
raggomitolato nel ventre placentato
d’amor di madre.

Abbandonare quel rifugio talare, quando
Morfeo stenta ad allentare
il suo braccio tentatore,
è darsi alla vita ogni volta, quasi
come lasciare il ventre d’amor di madre
e gettarsi nel mondo la prima volta.

Quando al mattino incontri sorrisi
ringrazi la sveglia impietosa che urla,
gioia e serenità che ti pervadono
ricordo indelebile del sorriso ancestrale
rassicurante, vitale, d’amor di madre.

E, fiduciosa, piena, l’esistenza va a cominciare.


Un gesto

Un brivido, una stretta,
una lacrima, una promessa,
l’attesa.
Poi la freschezza delle stelle,
la promessa mantenuta
nuovo calore sulla nostra pelle.
Avvolgente, dolce e infinito
nel prendermi la mano,
in quel semplice gesto
un mondo intero per
dire: TI AMO.


Paese d’ incanto

Sui gradini ascolto lo stesso silenzio,
quello della casa sprofondata nel sonno,
quello della strada non ancora macinata dal traffico.
Accosto il portone, mi avvio, sento i miei passi
infrangere l’immobilità irreale, il silenzio
del mondo coperto di neve.
Alzo gli occhi e mi fermo a divorare
lo spettacolo in cui sono immersa;
una meraviglia di colori, un quadro reale,
senza cornice, il tempo immobile, senza respiro.

Il blu intenso del cielo
che sta lasciando la notte,
l’oro dei lampioni allampanati,
il candido lucente della neve,
le case impegnate a sostenere i tetti appesantiti,
gli alberi vestiti a festa.

Ogni cosa ha un aspetto diverso,
ogni dimensione è irreale, come se una pagina
de “La piccola fiammiferaia” si fosse ingrandita
e mi avesse spinta per un istante fuori
dalla mia vita.

Vorrei attendere il risveglio
dei folletti e delle fate, ma un autobus azzurro
mi costringe a riprendere il cammino,
l’ incanto si dissolve.
La neve riprende a scendere copiosa,
il silenzio è pieno di suoni e rumori,
la casa si sveglia, la fiaba si anima
al di là del tempo….