Poesie
AMICA MIA
Toglie fiato l’incedere dell’Alba, sull’epidermide del mare.
Ho portato due sedie sulla spiaggia stamattina per guardarla…
Non volevo star sola!
Non mi bastavano lo Scoglio, i gabbiani, le onde, a farmi compagnia…
Non sedavano le urla del mio cuore inquieto!
Siedi, Amica Mia…
Ho pagato costi altissimi per questo biglietto in prima fila…
E voglio te al mio fianco: l’Amica…
Quella che sa esserci pur non invadendo…
Quella che combatte con te divenendo la tua corazza invisibile…
Quella che cade con te per farti atterrare su un piano più morbido.
Quella che si affanna per entrare nella tua testa dura e…
spesso la sbatte contro il muro con te,
per farti capire come ce la si può rompere facilmente…
Quella che non si arrende mai
anche se in te c’è solo la volontà di arrenderti…
Quella che ha fatto dei tuoi sogni il suo cavallo di battaglia…
e non smette di galoppare
fino a che non ne ha visto realizzato almeno uno…
Quella che per compiacerti siede con te sulla spiaggia d’inverno,
e ti ascolta mentre parli al mare,
fingendo che il tuo soliloquio sia normale…
Quella che annuisce
quando le confidi tutte le risposte che la marea ti ha portato…
e non ti dirà mai che le conosceva già….
Quella che….
Siedi qui, Amica Mia e bevi con me…i miei Silenzi !
UN MONDO DENTRO ME
Avevo chiuso il mondo fuori…. entro le mie pareti avevo tutto ciò che amavo.
Tutto ciò che desideravo. Avevo il cielo in una stanza!!!
Le risa dei miei figli davanti ad una profumata torta al cioccolato e ad una tazza di latte caldo.
Un CD con la Canzone del Mare che diffondeva le sue note.
Tra le mani un prosecco da gustare…In pace….
Meravigliosa sensazione di quando gli echi del giorno non raggiungono i tuoi spazi…
Di quando i fantasmi che popolano la quotidianità non vengono a spiarti.
Di quando gli universi degli altri sono migliaia di anni luce lontani dal tuo…
Chiudo gli occhi e gusto il Silenzio con la stessa passione con cui sorseggio quel vino…
Ho il mare, la sabbia, uno scoglio…il cielo dentro la mia Cucina…
E nuoto libera in quell’armonia con il mestolo in mano…
Danzo leggiadra alla musica soave di mille conchiglie mentre in padella l’aglio frigge…
Improvvisamente una folata di vento spalanca la mia finestra: Entra il Mondo !!!
Esce dal Vaso di Pandora e giunge spavaldo nel mio angolo di Paradiso.
Come tanti spettri silenziosi, i mali si disperdono dentro le pareti di casa mia.
Sento ridere gli assassini mentre si avventano sulla loro vittima,
vedo i sogghigni dei potenti mentre stritolano i popoli,
guardo atterrita il fumo delle bombe che si innalza su mani inermi levate al cielo.
Vedo i volti scuri di migliaia di esseri umani i cui corpi risalgono dagli abissi marini,
mani che si aggrappano alle mie tende come fossero vele sospinte dal vento della Libertà.
Nessuna musica oltrepassa, ormai, la barriera del dolore…
Immane, Immenso, ghermisce l’anima che rimane impietrita.
Poi, mentre le lacrime divengono cristalli di luce che scivolano sui miei tappeti,
lenta, sale alle labbra una Preghiera…
E, nella notte dell’Anima, la finestra si chiude!
Il Mondo non era uscito da casa mia! Era rimasto lì, con me !
La Gioia danzava con il Dolore, il Pianto dava la mano al Sorriso,
l’Assassino sedeva con la Vittima, il Carnefice giocava a carte con il Martire,
Il Mondo era dentro di me…potevo solo pregare di avere la forza
di sapere danzare ancora al di sopra delle sue Tempeste…
IL DIPINTO
Vento, soffia impetuoso.
Cielo, raduna le tue nubi e sii minaccioso.
Mare, gorgheggia di rabbia e diventa maestoso.
Luce, voglio relegarti in un anfratto angoscioso.
Fugaci balenii, guizzi di luce, di energia, di vita,
un orizzonte indefinito…
E poi nulla…acqua…silenzio…solo silenzio…
Vele bianche tese dal vento e dall’orgoglio.
Le vedo, fantasmi in un oceano di morte.
Si ergono bellissime, impavide
nel vano sforzo di resistere ai flutti.
Lo scafo elegante, di legno stagionato…
Resiste…Ahimè si inabissa! Eccolo! Riemerge!
Un tratto veloce di pennello.
Lo hai così immortalato, Pittore!
Muta è la Vita sul vascello disperato.
Ruggiscono le onde, ghermenti come artigli.
La terra è lontana, velata da un cielo plumbeo
che ha emesso il suo verdetto.
Resiste il vascello solitario contro il suo dolore.
La Superbia nella Bellezza.
L’Orgoglio nella Potenza.
La Fierezza nella Vita.
Soccombono, effimere qualità,
nella strenua lotta
contro l’Oceano senza approdi.
Pittore sconosciuto…il tuo immaginario …
il mio immaginario…
Il Vascello senza più Presente, Futuro, Passato…
lirica eterna del mio animo tormentato…