EPPOI NEL CUORE

 

Chissà cosa ci passa

per la testa.

 

Eppoi nel cuore.

 

Ed attraverso i tendini,

ed i nervi e le lacrime,

e gli sbigottimenti e le sorprese,

 

tra i sorrisi nervosi

e le risate di pancia,

e le attese al semaforo,

 

tra i sudori, gli odori, i brividi

e le palpitazioni poi.

 

Ed i sogni e gli incubi,

e le insonnie ed i colpi di sonno.

 

Chissà.



CHI MI ABITA

 

Conosco, vedo, avverto l’esterno,

anche in lontananza.

 

Odoro la mia superficie,

mi addoloro e mi faccio accarezzare.

 

Ma chi mescola muscolo e sentimento

tra fegato e aorta?

 

Chi socchiude un poro per sudare fuori

molecole in avanscoperta?

 

Chi mi cresce nei capelli disordinati?

Nelle unghie ricurve?

Nelle lacrime a torrente?

 

Chi eclissa scrigni di memoria,

e traccia mappe, poi,

per andare a disseppellirle?

 

Qualcuno corre a perdifiato

per i cunicoli del mio intestino,

 

gioca a nascondino tra scorie

di colesterolo,

mi tende i muscoli fino

a sfibrarne la pazienza.

 

Credo sia anche moroso.



QUELLO CHE HO

 

Quello che ho è il sorriso veloce,

il sonno facile

il dimenticare, facile.

 

Quello che ho è lo stupore.

Sapere chi mi vuole bene.

 

Quello che ho è sempre con me,

anche a distanza, anche senza sentirlo, vederlo, o toccarlo.

 

E’ un odore, un colore, un sapore, le scale di corsa,

un’aria frizzante, piena.

 

Quello che ho è un semaforo verde,

una risacca, una nebbia, un latte che bolle.

Una chiesa fresca, fotografare contro luce.

 

Un maglione caldo, una camicia stirata,

il non fare rumore mentre lei riposa,

la penna sulla carta.

 

E’ un pensiero che ricorre, un viaggio da fare,

un viaggio fatto, un sogno ad occhi aperti.

 

Quello che ho

mi aspetta la sera a casa,

con un sorriso più veloce del mio.