Alessandra Alesci - Poesie e Racconti

Come lo ZERO diventò signor OTTO

 

Era un uomo assai pienotto quello Zero che camminava tra i passanti: incurante della sua mole urtava le persone a destra, poi a sinistra senza curarsi dei loro rimbrotti per il suo fare distratto, un po’ insolente, un po’ scostante.

“Ehi togliti dalla strada, mi impedisci il passaggio!!!” gridava a chi si permetteva di dirgli qualcosa. “Sei proprio un maleducato che occupi il marciapiede!! Vedi che altrimenti non potrei passare!!” diceva a chi cercava anche timidamente di avanzare prima di lui nella strada che egli percorreva. 

Che atteggiamento arrogante, presuntuoso e un po’ scostante!!! 

Entrava nella pasticceria, il suo negozio preferito e ordinava delle pastarelle, di crema, di cioccolato… Si ingozzava di dolciumi, le leccornie a cui non poteva fare a meno. Mamma mia che abbuffate!!! E usciva dalla pasticceria spesso con le labbra un po’ sporche di cioccolato a testimoniare il peccato da lui commesso. 

Poi andava al parco a rincorrere gli aquiloni con cui gli altri andavano a divertirsi. Anche lui li rincorreva…li rincorreva per prenderglieli e rovinarglieli. 

Che atteggiamento sprezzante, maleducato e un po’ scostante!!!

Mai un gesto carino, mai una parola dolce! Di dolce c’erano solo le sue leccornie con le quali lievitava, ingrossava…

E fu così che un giorno, un fatidico giorno, mentre rincorreva un altro aquilone per rovinarlo, sentì un dolore, un dolore che lo trafisse al petto e si preoccupò così tanto, ma così tanto che per la prima volta in vita sua andò dal medico, quel suo vicino di casa che spesso non salutava perché era convinto che LUI si dava delle arie!!! LUI!!! 

Eh sì, fu così che Zero andò dal medico a sentire cosa aveva da dirgli: “Signor Zero, non va bene, non va bene!! Lei deve cambiare, non può abbuffarsi di dolci! Le pare che non la vedo quando va nella pasticceria di CENTO MILLEFOGLIE e ingurgita tutto quel bendidio???”

“Ma io lo faccio perché sono troppo goloso!!! Non posso farne a meno!!!” 

“Ma lei DEVE farne a meno se non vuole che le venga un accidente… Si ricordi, la salute è la cosa più importante e se non vuole più sentire un altro dolore dovrà prendere dei provvedimenti.”

E così, mesto mesto, Zero si incamminò per tornare a casa. Non vedeva più le persone che gli stavano accanto. Era così triste che non ci badava. Non badava a farsi largo sul marciapiede. 

Arrivato a casa, mangiò un uovo, una carota e una patata bollita… PUAHHH!!! Tutte cose che detestava. Eppure lo doveva fare, il medico gli aveva messo paura. E fu così che iniziò la dieta del Signor Zero: la mattina, colazione con tè e fette biscottate, poi corsetta. Dopo, pasto leggero, pomeriggio al parco e purtroppo niente più fila dal pasticciere. Che enorme sacrificio!!!

Eppure più passavano i giorni più si sentiva meglio, anche dal carattere un po’ diverso. Non pensava più agli altri, pensava a quello che doveva fare per perdere peso. Sapeva che così non avrebbe sentito quell’orribile fitta. E tra un pasto e un altro, una carota, una banana e una mela, si accorse un bel giorno che aveva perso 6 chili!!! Era contento, super contento!!! Andò dal medico per il controllo mensile raggiante di felicità e il medico gli disse: “E che sono 6 chili??? Deve perderne di più, molti di più!!!”

Da non crederci, tutti questi sforzi non avevano prodotto grandi risultati…. Uffa!!!! Ma il dottore si era raccomandato, gli aveva detto: “Continui così, dai non si abbatta… deve insistere!!!” 

E fu così che il Signor Zero continuò imperterrito: cibi sani, niente dolciumi, corse, ginnastica… e la cosa strana è che non gli importava più di dare fastidio agli altri, non ci badava se prima sul marciapiede passava lui o i passanti. Tutta questa dieta l’aveva messo di buon umore: chiedeva agli altri se stavano bene, accarezzava i gattini, sorrideva ai bambini. 

Le persone non lo riconoscevano più e neanche lui si riconosceva più!!!  Era spesso allegro, sorrideva a chi lo incontrava per strada. La cosa strana era che adesso non doveva più passare una persona alla volta sui marciapiedi o nelle strade che percorreva, c’era spazio per tutti. Lui faceva spazio e non solo, era anche più magro poiché a causa della dieta aveva perso altro peso e non c’era bisogno che sulla stessa via si dovesse permettere il passaggio di una persona per volta.

A casa, dopo un pasto frugale, una corsetta al parco, si pesava e si trovava ogni volta più magro. 

E fu così che un giorno, dopo l’abituale salita sulla bilancia, ecco l’enorme sorpresa: era dimagrito di 10 chili…che successo!!! Che bravo che era stato!!! Quel giorno poi, doveva andare dal medico per il controllo mensile e, sperava che il medico fosse contento per lui. E così fu. Il dottore si rallegrò per il suo impegno, per il suo risultato, per ciò che era diventato. Il Signor Zero non si conteneva più dalla gioia, toccò il cielo con le dita. Solo che adesso c’era un altro problema: i vestiti!!! Quelli che aveva non stavano più 

bene… Le magliette erano larghe, i pantaloni gli cadevano… ma proprio non voleva buttare quei bei paia di pantaloni comprati con tanta fatica e che costavano tanto! E così ci pensò a lungo e all’improvviso gli venne l’idea: “E se comprassi una cintura???” Andò al negozio e scelse una cintura bellissima, che potesse fare al caso suo e la indossò. Così facendo successe una cosa strana: 

 il Signor 0 diventò 8 

con questa cintura messa sembrava proprio un altro!!! E così si sentiva!!!

Girava per le strade e tutti lo salutavano benevolmente. Lui si inchinava togliendosi il cappello e lasciava passare. E faceva intravedere questa bellissima cintura nuova, luccicante.  Sorrideva ai bambini e aiutava le vecchiette. E chi lo conosceva poteva giurare che non era più come prima. 

Ed è così che si conclude la storia del Signor Zero che per la dieta diventò un Signor Otto. Un signore distinto e garbato. Gentile ed educato….

Ma come disse il dottore prima che lui andasse via: “E va bene Signor Otto, potrà la domenica passare dalla pasticceria e permettersi una pastarella come premio per il suo trionfo!!! “

E fu così che il Signor Otto passò la domenica dalla pasticceria… c’era una raffica di odori e profumini e la vista di tali delizie non aiutava… eppure il Signor Otto seppe resistere e scelse una pastarella senza cedere ad ulteriori tentazioni!! “Allora ce l’ho fatta!!! Sebbene mi piacciono i dolci, so anche dire di no!!!”

E se ne andò, saltellando per la strada, canticchiando un motivetto che aveva per la testa e salutando tutti con un sorriso stampato sul viso.  

Alessandra Alesci


LA STORIA DI ZERO

 

C’era una volta uno zero che doveva sottrarre da sé stesso una quantità pari a sette ma non riusciva a farlo!!! Povero piccolo, non poteva proprio!!! Come si fa a togliere da uno zero il numero sette??? 

Allora, tutto sconsolato andò dal vicino di casa, che stava dalla parte sinistra del piano e gli disse: “Ciao Zero, come stai? Vengo da te a chiederti un grande favore…. Il sette che sta esattamente sotto la mia posizione, mi ha detto se posso togliere dalla mia quantità il suo numero che è sette. Tu mi potresti aiutare?? Lo so che sei un amico e non mi diresti mai di no…. Mi presteresti una decina?”

“Oh mio caro, gentile amico” rispose il vicino Zero “come posso aiutarti se anch’io sono uno zero e non ho niente da poter offrire??? Vedi che come te mi dovrò rivolgere a qualcun altro…. Potrei provare ad andare dal mio vicino di casa, quello che sta sulla parte sinistra, è un otto, magari lui mi potrà prestare una decina… Io diventerei un bel dieci e potrei anch’io togliere dalla mia quantità quel cinque che sta sotto di me, in corrispondenza!!! Che bello!!! Si, si vado a chiedere” 

E senza aspettare risposta il secondo zero andò a bussare alla porta dell’otto, il quale rispose subito…. “Tu vieni da me a chiedermi cosa?? Una decina?? Perché??” “Sai, otto, tu sotto di te hai un quattro e non ti cambierebbe niente se mi prestassi una decina… io e l’altro vicino di casa, che siamo due zeri, non abbiamo numeri da sottrarre. Chi sta sotto la nostra postazione è più grande di noi e noi siamo tristi perché non riusciamo a togliere dalla nostra quantità la loro, visto che siamo più piccoli. Concedici una decina, per favore!!!”

“E va bene, piccolo e indifeso amico…. Io ti farò dono di una decina!!! Fanne buon uso!!” “Davvero me la presti?? Grazie, infinite grazie, caro otto!”

E così tutto contento, fischiettando mentre tornava a casa, si trovò di fronte il vicino zero…. per intenderci quello che sta alla sua destra, che gli domandò: “E allora cosa ti ha detto l’otto?? Ti ha prestato una decina?? Dimmi, dimmi…” 

“Sì amico, non ti affannare, l’otto è stato più che un amico…. Guardami bene, non noti niente di diverso???” E mentre lo zero guardava attentamente, l’altro che era stato dall’otto nascondeva accanto a lui…che cos’era??? Ma, ma… era uno splendido 1…. Vuol dire che era diventato un 10!!! Con che orgoglio sfoderava quell’uno accanto a sé… era una splendida decina!!! “E io?? Mi lasceresti da solo, senza un aiuto, senza poter essere felice e soddisfatto anch’io?? Tu potrai sottrarre adesso dal tuo dieci un cinque, ma io come farò??? O povero me!!!!” (sniff, sniff) Così improvvisamente si era messo a piangere il piccolo zero…

“Ma io sono tuo amico! Credi davvero che non ti aiuterei?? Ma se mi hai invogliato tu ad andare dall’otto… non ti potrei mai lasciare così!!! Lascia che ti presti una decina. Io diventerò nove ma mi basterà. Tu sarai un bellissimo dieci, bello come non mai…” E così dicendo gli prestò una decina e il timido, piccolo e impaurito zero diventò uno stupendo dieci, orgoglioso e giocondo. Ora sì, poteva sottrarre dalla sua quantità sette senza che adesso si sentisse svilito, inadeguato, impotente nel poter svolgere questo calcolo.

Eccoli qui tutti i numeri schierati nelle loro posizioni:

8 0 0 –

4 5 7 =

______

3 4 3

 

Adesso sì, tutto filava liscio…. Adesso sì che anche loro, quelli che sembravano degli inutili numeretti, gli zeri, erano diventati forti, più grandi degli altri!!!!

Cosa aggiungere? Qual è il finale?

Potrei dire che questa è la storia di uno zero o di due zeri o di infiniti zeri… o forse questa è la storia di un aiuto reciproco tra numeri che vogliono solo potersi sostenere a vicenda come dovrebbe accadere nel mondo degli Umani. 


IL GATTO GENTILE

 

Un topino misterioso

si sedette, si acquattò

e intanto molto curioso

tutto intorno si guardò.

 

Un gattino assai gentile

con la coda sollevata

stava fermo sul pontile

pronto a farsi una mangiata.

 

Con lo sguardo penetrante

vide il topo un po’ distante,

la sua bocca piccolina

aveva proprio l’acquolina…

 

Con un balzo inaspettato 

raggiunse il topo allarmato

“sei proprio un bocconcino

per il mio povero pancino.”

 

“No, ti prego non mi mangiare”

urlò il topo senza pensare

“sarò pure un topolino

ma anche un piccolo bottino.

 

Stavo fermo ad osservare

i resti che la gente può gettare, 

senza indugio né dissapore

seguimi amico per favore. 

 

Dalle barche un bel pranzetto

ne esce fuori te lo prometto.

Ti ho convinto bel gattino?

Dammi pure il tuo zampino.”

 

E così lieti e concilianti

i due amici vanno avanti.

Tra le barche allegramente

mangiano insieme gaiamente. 

 

Alessandra Alesci


L’ANNO NUOVO

 

Di stornelli e di novelle

se ne fanno delle belle,

all’anno nuovo che verrà 

alla sorpresa che seguirà.

Tanti auguri a tutti quanti

vecchi e giovani festeggianti,  

con nell’anima un ardore

diamo spazio per favore. 

Di nascosto o apertamente

gli spiriti sperano sinceramente

al lieto evento o all’amor

intrepidi sono i battiti del cor.

Vieni dunque buona novella

che tu sia dolce e bella,

lascia dietro i tormenti 

sia le lacrime che i lamenti.

Dai Luce al viso

o un caro sorriso, 

genera gioia e Pace 

al Cor che spera e tace. 

 

Alessandra Alesci


POESIA E’ AMORE

 

Poesia è musica per le orecchie,

è l’alba o un tramonto roseo

tratteggiato sull’orizzonte.

E’ il canto di un pettirosso,

è una rosa appena sbocciata.

E’ il mio canto per te,

è il regalo che mi hai dato

in un giorno anonimo. 

Poesia è l’amore

cantato

intonato 

accorato 

che ho per te. 

 

Alessandra Alesci


TRA VIZIO E VIRTU’

 

Non di utilità 

si ricopre la mente 

ma di tanta umiltà

si riveste il sapiente.

Di futile vanità

ne sciorina il saccente

con tale facilità

inventa e un po’ mente.

Cosa dunque è nascosto,

com’è il cor predisposto?

C’è posto tra un vizio o una virtù

tra la gloria o i sorrisi di Belzebù?

Segui d’istinto né esitazione

la tua via con passione, 

il libero arbitrio segnerà

il destino che ognuno sceglierà.

 

Alessandra Alesci


Beatrice

 


immagine di Dio

 

 

 

 

 

 

 

 


scultura romana

 

 

 

 

 

 

 

 


tramonto siciliano