Andrea Lamoratta - Poesie

Il tuo corpo in approdo su di me

nutre un canto d’ erba bagnata,

tra un sole affabile e l’ ignoto

togli anche l’ ultimo vestito.

 

Spiaggiate sul mio corpo esiliato

le tue labbra simili a balene,

come ciglia tratte dagli occhi

quasi mistiche gocce distillate.

 

Ritmo di stelle allineate al suolo

mi ricordano un tempo antico,

quiete note cascanti nel buio

indicibili, complici, discrete.

 

 

 2016


PSEUDOROMANTICA

 

 

Traspari in fino cotone

mentre ti guardi allo specchio

non sei più sola – in ginocchio

a bordo letto in ottone

 

con mano gentile spalmo

senza fretta il tuo piacere,

languide carezze, a volte

non so veramente chi sei.

 

 2008


OGNI RICORDO E’ UNA SCUSA

 

Caustico e improvviso ogni tuo silenzio

distrugge opinioni fraintese a vuoto -

sfuma ogni incanto, ogni attesa pretesa,

la fretta in abbrivio oltre l’ evidenza.

 

Resti assente mentre ovviamente squilli

al telefono sfumature che poi

tornando verso casa non cambiano

d’ una virgola il consenso che ottieni -

 

trasuda il tuo odore come di pietra

il mio cuore unito al tuo per non morire.

 

 2010


Deborda dall’ uscio di casa

amore travisato dal terrazzo

panni stesi ad asciugare. Non sai

quanto male ho fatto

a me a dirti no

non potevo dire si

e parlando dissi niente.

Cosi senza fiatare

ci siamo allontanati

tenendoci per mano

io con le mie fisime

tu con i tuoi sofismi.

Adesso che ti cerco nel pagliaio

tra frangenti flutti senza voce

mi sorridi per non dirmi

che il desiderio mio è tuo -

tracce balenano in volto

per vie traverse tutti

parlano qualcosa nostra

differenze sopportate a stento.

Forse non ci siamo capiti

forse non era il momento

“ ma no, non glielo dare

sennò mi chiama sempre! “


Fotogrammi di passione malata

intensamente detestati

non voglio rivedere domani -

un’ altra solitudine rastrella

incubi sotto sale e carezze

fuorviate e trafitte dal tempo.

Dovrei uccidermi per capirti

dovrei ucciderti per sapere chi sei

per dimenticare basta un saluto

digerito male. A traverso in gola

un rutto inespresso mi dice

che non vuoi crogiolarti con me

perché stai centellinando un altro,

giorni trascorsi in silenzio

come desiderio ingolfato.

Troppo tardi esilarare

adesso devi andare

non ci vedremo più

nessun male stagnante

nessun tedio.

 

 2006


Igneo definitivo

mi spoglio di me -

sembra apparenza shakerata

quello che vedo e sento

contrazioni di nervi incrociati

al bivio posteriore umettato,

sussurrando sorridi

sospirare ti piace.

Pacificata inquietudine distilla

un amore valanga slavina terremoto,

sembra un film e invece

concreta realtà morbida attrae

a sé tutte le cose come miele

gli orsi le api mosche zanzare cavallette

e tu

silenziosa mi catturi,

bracconiera del cuore

come civetta a cancellare

con il canto un dolore aguzzo

fitto come vespa che punge

la caviglia mentre

semplicemente la barba

mi faccio senza pensare

al dolore che aumenta inesorabile

 

 2006


Fotoricordo

 

Calpestando a piedi nudi la terra

stratificata bellezza distorta

trafitta in suoni aspri dopo la guerra

come un ombrello appoggiato alla porta.

 

Chiacchiere in ozio per strada la sera,

non mi piace la tua calma chimera

non ti riguarda la mia inquietudine

mentre ognuno ha bisogno dell’ altro.

 

Stasera senza te in solitudine

voci impercettibili all’ apparenza

mentre il pensiero s’ allontana scaltro,

senza memoria, un vuoto intransigente.

 

Bagnasciuga triste senza conchiglie

non t’ appartiene più quest’ evidenza

che traspare nell’ acqua intensamente,

nel frigorifero pieno di voglie.

 

  2012


Forse il cipresso per caso
senza rami accasciato
al suono dei nostri passi
sembra una seduzione che riflette
vaghi desideri senza rumore –
canto leggero, alito fragile,
come stelo di fiori lontani
che il silenzio immagina
e nessuno conosce.
Capiterà in forma ardita
brama verace di carne e sangue
distillato sudore clandestino –
l’ attesa ci rende affini
amanti deliziosi
sopravvissuti al dubbio
e a filastrocche inutili
lungo rotte frammentate
improvvise fermate
ripartenze improvvisate.
Ci stiamo cercando
ci troveremo.

2013


EUFEMISMO

Le carte sul tavolo sparse a caso
le dimentichiamo in consuetudine e
non serve lo sguardo che non ci sei mai
riflesso in trasparenza senza volto.

Forse non ci capiamo a prescindere
mister, monsieur, saluti divertenti –
schianto di testa a piombo contro il letto,
tra un tempo indiscreto e l’ altro dovevo

fare ciò che non ho fatto dovevo
dire ciò che non ho detto. A margine
scaraventato a terra senza pietà
neanche ci piace il ricordo e gli errori

solitari, inquieti, non condivisi –
complesso odore la nostra passione
come buio sotto casa urlato a salve
da ‘sta strana distanza a defedare.

2014


Denso di polveri sottili il vento

 

 

Denso di polveri sottili il vento

tira alla sorte nuvole radianti -

sotto un sole d’acqua e fango

slitta sull’asfalto verniciato

a strisce pedonali pittate male

il tuo sguardo più bello

già incluso nel mio,

per simbiotica alterità

ogni distanza s’estingue

al termine del tuo sguardo.

 

 

 2017


 Solo per noi

 

Solo per noi

la quiete del cuore

colpi unisoni alla pelle

sento battere le ciglia.

Forse ti amo

forse il tuo cuore è come il mio

perché mi manchi

sotto lenzuola di notte

pensieri di miele scuro

chimere d’amore.

Tra lussuria e giochi ebbri

parole steccate a tempo

con il sorriso intorno

l’erba che calpestavi

quando cantavi il tuo nome

non esistevano paure.

Cosa è sogno

cosa è vero domani

mentre ieri non esiste più.

Quasi metallo

quasi oro

le parole che dici lontano

la tua febbre sarà la mia?

Saprò amarti come vuoi?

Mentre i miei occhi dormono

passerai da me la sera

alla finestra a scrivere

il tuo nome?

 

   2006


Rosa cipria

Con il tempo scomparso al mattino

salato urlo il tuo, quasi dolce

orlata rosa cipria a morsetti -

 

dentro te il silenzio amplificato

incontra il mio abbandono senza fiato

intimità ridono ovunque -

 

tra le tue gambe quasi folle

scivola copiosa rugiada

tra le tue spalle lungo schiena

acqua cheta dopo il quieto dormire.

 

Trasparente al risveglio senza veli

come bagnante in ebbra abluzione

cuspide cerbiatta aneli

con passo misurato il canto.

 2017


 

Ho perso i tuoi auguri per strada

 

Attrae e attende armonie

quel tuo gusto mordente

strozzato a forza di jazz -

 

capricci e dubbi in subbuglio

stridono e frigge il cuore

tra incudine e martelli sordi

uggiosa pioggia la tua assenza.

L’orizzonte era scomparso

nessuno se ne accorse

non era importante

e di parole non dette

è satura la nebbia -

 

le tue risate rovesciate sul tavolo

tra ghigni e soffitto ogni speranza

inciampa e la morte fraseggia

turba e scompare a mezzodì.

 

  2018


Le volte che non t’ho accarezzato

 

Confuse tra pasqua e ferragosto

parole stanche quasi per caso,

la tua voce altoparlata al telefono

è una maglietta indossata al contrario.

 

Sillabe di silenzio in ebbrezza

tra buio e sole rifratto negli occhi

il nostro istinto fragile in attesa -

mentre sfuggi in tenerezza la sera

 

il tuo nome complice in lontananza

ad intervalli futili, senza desiderio,

quando il vento è troppo forte

ogni rosa ha un petalo che vola via.

 

 2017      


Buone feste

 

Un’illusione dopo l’altra

per esorcizzare l’anima

e rendere ogni spazio inutile

per l’evoluzione di sé -

 

non avrai scelta se t’innamori

dell’altro che accanto a te

ti disturba cantando, certe volte

dialogare in disparte è difficile.

 

Quotidiano che ripete ogni istante

colmo in gocce a scivolo dagli occhi,

t’ho abbandonato per un attimo

con le spine nel cuore in tanti giorni.

 

 2017