Arda Ungari - Poesie

Viandante

 


Viandante, che ne sai…?
VIANDANTE, che ne sai…?
VIANDANTE, CHE NE SAI…?
Dei miei intimi sentimenti.
Del vento burrascoso che
continuamente scompagina
la mia vita
rimescolando dendridi e sinapsi.
Del quieto divenire fioritura
delle mie piante.
Dei miei umori, dolci e amari.
Dei continui sforzi per,
scate-narmi e sciogliere
le catene nel magma
più bollente.
Ma chi sei viandante…?
Che ne sai…?
Del come ho dimenticato
dove ho riposto
le mie ali.
Dei cassetti che dovrebbero
essere pieni,
ed invece sono vuoti,
e dei cassetti che dovrebbero
essere vuoti,
ed invece sono pieni.
Che ne sai, di quel respiro
che mi porta nei vortici cosmici,
… e mi sorprende ogni volta.
Del silenziare il mio impeto
per non ferire alcuno.
Della sperticata voglia,
di anelare
solo alle armonie.
Del ri-bellarmi
per tornare al bello e…
smussare tutte le asperità
della mia esistenza.
VIANDANTE…
Ma tu…
Che ne sai…?


 

Tu uomo autentico



Tu, uomo venuto all’infinito,
c’insegni ad essere, esseri che sono.

Tu, che le stelle le guardi,
entri nel loro scintillio.

Tu, che il tramonto lo ami,
ti vesti dei suoi colori ancestrali,
impareggiabili sfumature
che ancora t’appassionano.

Tu, perennemente fluido,
nelle anime povere affluisci,
l’arricchisci di sė stesse.

Tu, svegliato dal sole,
d’esso ti riempi,
e fai gli altri partecipi di ciò.

Tu, scultore d’emozioni,
che altro non sono
se non convergenze di armonie.

Tu, che dall’altrui dileggio
non ti lasci annichilire,
e di sapienza non sei mai satollo.

Io……… io ti riconosco,
uomo autentico. 


 

Solo un sole

 

Non sapevo tante cose,

non mi ero neppure accorta,

del lungo abito d’amianto

che mi avevano cucito addosso.

 

Mi ero persa appena nata,

e sono cresciuta 

solo da Luna,

riflettente di altrui luce.

 

Voglio essere solo un Sole,

risplendere di me stessa,

e dormire nella culla 

del me ritrovata.

 

Voglio spogliarmi di quel pastrano,

voglio essere solo un Sole

per cerziorarmi di nascere oggi,

per rinascere domani,

alla vita, all’amore,

alla poesia.


 

Non sono il Conte Cagliostro



Non sono il Conte Cagliostro
eppure si può…
trasformare una bottiglia d’acqua
in una stella
Si può
sciogliere la pietra
nel cuore degli uomini
che fluendo
purifichi e nutra
Si può
aprire la porta del cielo
per guardare quel che c’è
e gustarne i frutti
Si può
girare infinitamente
alla rotonda
ed arrivare comunque
da qualche parte
Si può
mettere tanti piedi
in una scarpa
e compiere milioni di passi
Si può
essere lava
e scorrendo scorgere
un meraviglioso smeraldo
Si può
catturare un neutrino
tra miliardi che ci attraversano
e scoprirne i segreti
Si può
sgretolare antichi tabù
per trasformare
in talenti dimenticati
SI PUÒ



Necessità di decifrare



Realtà. Cos’è realtà? Quello che vedi? 

Quello che tocchi?
E quanto percepisci cos’è?
Non lo vedi, non lo tocchi,
ma sai che c’è.
Senti che la realtà vada decifrata perché 

gravida di simboli.
Senti un significato più ampio prendere forma

perché un io superiore continuamente nascente,
COGLIE.
Parole, pensieri, cose… Leggere un po’ più in là, 

e ti accorgi che tutto
può essere anche qualcos’altro.
DECIFRARE
Se non ti accorgi è perché sei distratto.

La mente è velata.
I varchi sono chiusi.
Quando invece decidi di essere
presente alla tua percezione…
l’accogli e la lasci entrare in casa tua
(che non è una casa, e il suo non è un entrare perché già c’era),
lasci che parli con te

(e non è un parlare e non è un “con”).
In quel momento la voce di quel
qualcos’altro avrà le sembianze di

chiunque ti passi accanto, o ti accada intorno,

o ti arrivi dal profondo della Terra

o dall’infinitissimo Universo.
Poi conosci: nel tuo te stesso
scopri di aver conosciuto qualcosa,
e comincia ad avvenire.
Si chiama “intuizione”
(in-tueri), (guardare – dentro).
Chi guarda dentro chi?
Tu nel tuo te stesso universale,
o il tuo te stesso universale
dentro te stesso terreno?

All’unisono tutto avviene…
Quello che sei stato e
quello che sarai…
All’unisono tutto avviene.


 

Le tue mani



Le tue mani su di me
sono energia essenziale di dare e avere.
Con effetto sinaptico,
scivolano sulla cute vellutata,
lungo curve di florida femminilità,
saziano i sensi
in un appassionato, stabile equilibrio
tra anima e corpo.
Le tue mani su di me
sono linfa salvifica;
la sento scorrere
in ogni mio essere,
appagante di qualsivoglia bisogno.
Attraverso le tue mani
riscopro il mio corpo,
lo trovo, sento che c’è,
ogni centimetro di pelle conta,
risponde allo sfiorare delicato,
canta d’amore per te,
come un fiore che sboccia alla vita
solleticato dalla brina mattutina.
Respiro il tuo respiro,
ed un attimo è uguale all’eternità. 


 

La mente che mente

 

 

Sono vera,

Sono essere essenziale a me stessa

Pura

Taci anima mia

Taci alla mente che mente

Resta tacita alla razionalità

Ai condizionamenti

Alle vecchie credenze.

Non temere anima mia

L’io pura e tu leggiadra

Possiamo comprendere ora

Ora sappiamo

Ora possiamo meravigliarci,

emozionarci, ricordare,

decifrare chi eravamo

e chi saremo.

Taci anima mia

Taci a chi non ascolta

Taci a chi scivola sempre

dalla stessa sedia.

Non temere anima mia

L’apertura del cuore ci guida

L’intuito ci sostiene

La libertà dello spirito ci conforta.

E segno dopo segno

la verità della vita si fa luce

Le difficoltà hanno un senso.

Altrimenti perché l’Universo

dovrebbe interessarsi a noi?

Perché noi siamo l’Universo

E conviviamo in questa società

Sorda e Vampira.



Il maestro è come il fiume



Il Maestro è come il fiume,
bagnando nutre,
e sempre nasce e sempre sfocia,
a volte lento a volte impetuoso
va, va.
Scava piano nell’anima della roccia,
mai stanco scava,
trova un posto,
lì s’adagia,
ma… va ,va.
Il Maestro è come il fiume,
scorre e trabocca,
la passione per la vita
è la bellezza della sua saggezza.
Nasce e contemporaneamente sfocia
danzando la sua danza
risuonano i suoi suoni.
Tu, passante, puoi decidere
una banale indifferenza
ed addormentarti sull’argine del fiume
mentre sei fermo a guardare ciò che va.
Oppure, ti puoi incuriosire
e condividere il suo essere;
tuffati, abbeverarti alla fonte,
fluire, defluire, respirare, gioire,
fluttuare dolcemente sulle onde silenziose,
sbattere la testa travolto dalle rapide,
là dove il fiume è più tortuoso
precipitare dalla cascata,
respirare, respirare, respirare,
scivolare e sfociare nell’immenso mare!
Quello che ti è mancato
lo scoprirai solo così.
La consapevolezza non ha sonno.
O resta nomade,
senza sapere mai quello che sai,
senza essere mai quello che sei,
restando sconosciuto a te stesso.
Sei libero passante,
perché il Maestro è come il fiume
è chiaro, è vero
non fluisce solo per te o per quell’altro,
semplicemente fluisce.



God



Negli occhi di un gattino
nel sorriso e nel pianto di un bambino
il vento che mi coglie e mi porta
il giallo delle ginestre
le guglie delle montagne
le fronde della quercia
la ghianda che cade
il silenzio
il silenzio
il silenzio
il volto di mia madre
lo sguardo di mio padre
quel raggio di sole
quel chiarore della luna
quella stella della sera
il magenta-verde-blu del tramonto
nella mia essenza
nella parte migliore e peggiore di me
nell’estasi della musica
nella trasparenza del cristallo
nella durezza della pietra
nella fluidità dell’acqua
nella voce del bosco
nel brivido del mattino
nel sentirmi leggera e avvolta
amata ed innamorata
guarita e guarente
nella danza delle mie cellule tutte
nella luce
nella pace
nella gioia
nel cuore del cuore di ogni cuore
nella scintilla del mio scrivere
nel 32 che mi accompagna
nell’onirico che mi spinge lontano
e mi riporta a casa,
nella culla che…
comunque mi ha NACATO.


 

Donna

 

La donna che splende il sole

La donna che luce la luna

La sua mano che eterne carezze

Il suo viso che illuminati sorrisi

La donna che solerte vulcano

La donna che spuma di mare

La sua natura che vitale ventre

Il suo spirito che folata di vento

La donna che terre inesplorate

La donna che frizzante curiosità

La sua energia che irruente impeto

La sua quiete che lenita collera

L’uomo da essa incantato

L’uomo da essa intimorito