Arianna Marangonzin - Poesie

La cartolina

Vorrei dedicarti una cartolina. Una cartolina come quella che sto ammirando dalla finestra. Il paesaggio è di un bianco intenso. Il cielo è come dipinto con spennellate di diverse tonalità di colore grigio e azzurrognolo. L’animo si riempie di quiete. Poso i miei colori dopo aver fatto un bozzetto a tema. Sempre l’occhio si volge all’esterno. Qui il tepore è piacevole. Apro per far entrare l’aria. Quasi ad assaporare vigile il momento magico. Sensazione di leggerezza mi avvolge. Ci si ammalia di questo incantevole spettacolo. Una semplice cartolina. La offro a te. Ti auguro di star bene!

 

 

 

A mia madre

Non c’è giorno che tu non vi sovvenga, attraverso un gesto, il modo di piegare gli indumenti, di mettermi il foulard. Scrivevi ovunque. Citazioni, pensieri, ne abbiamo trovati ovunque, in ogni dove, nel fondo dei cassetti, tra i libri.
Ora mia sorella mi ha ricordato che avresti voluto fare la poetessa ma non ne avevi il coraggio.
Recepivi con sensibilità le cose. Volevi la perfezione, con ardore, nei rapporti umani.
Cercavi di non ferire o ledere alcuno.
Quando ti sentivi ferita reagivi e provavi poi sempre rimpianto.
Piccola orfana di padre a inizio del secolo delle grandi guerre, ti è mancato immensamente.
E negli ultimi tempi della tua vita terrena sognavi entrambi i tuoi genitori.
Dicevi che era nitida in te la loro immagine e che apparivano sovente, la notte, accanto o ai piedi del tuo letto, fissandoti negli occhi con dolcezza.

 

 

 

Idi di Marzo

Non ricordo
Una primavera
Senza creatività
Effervescenza
Desiderio
Curiosità
Come fosse sempre
Implacabile rinascita
Sarà che son nata
Nelle Idi di Marzo
Una specie di elettricità
M’invade
È ricorrente

 

 

 

Campo di girasoli

I girasoli
Enormi
Con le corolle gialle
E i bottoni neri
Sembrano
Una platea
Che guarda
Un torneo di tennis
Immortalati da un flash
Con il collo
Indirizzato
Alla pallina di sole
Lanciata in alto
Nel cielo

 

 

 

Scrivere

Questa voglia
Di scrivere
Che mi assale
Che mi assedia
Non sarà
Un preavviso
Di nuovo?
Lo spero
Ma il pensiero
Fugacemente
Lascia
Amarezza
Nel mio essere
Di donna
Che
Pur tra le insidie
Della vita
Va pur sempre avanti
Incontro al suo destino

 

 

 

Ritorno in campo

Visuale d’insieme
Riassunto
Allenamento
Calcistico
Anime in
Movimento
Gemiti
Sorrisi
Gridolini
Il massaggiatore
Chino sul giovane
Steso
A bordo campo
La luce
Dona
Al campo sportivo
Un verde acceso
E al cielo
Una tavolozza
Di tenui colori
Di confetti

 

 

 

Incredibile

Scorre il treno
Come la vita
Un soffione
Che con il vento
Si riduce
A sterile stelo
Un fiore
Che appassisce
Ma non per questo
Non è stato bello
Non rimpiangere
Il tempo della tua giovinezza
L’hai vissuto
Addentato
Tenuto stretto
Assaporato

 

 

Liquido

Siamo qui
Smarriti nella giungla moderna
Non certo foriera
Di novelle plausibili
Sperduti
Come se il suolo fosse fatto di gel
Per farci peregrinare altrove
In luoghi mitici e fantastici

 

 

Tautogramma in D

Disperata
Dolcezza
Di
Dovuta
Dedizione
Da
Donare
Direttamente
Diligentemente
Dappertutto
Dovunque
Davide
Dormiente
Desiste

 

 

 

Tautogramma in G

Giacché
Giacche
Gravano
Grucce
Grigie
Gonfiando
Guardaroba
Getto
Gratificata
Gamma
Giubbe
Generosamente