Domenico Cifone - Poesie

Capricorni

 

Capricorni neri tra  verdi prati 

 Segnano il tempo

A rincorrere sogni alati

Come farfalle blu

Su strade senza tempo 

Tra fiori bianchi e blu.

 

Eri un angelo rosa

Su un prato umido

Col vestito da sposa

In un morbido nido

Tra fiori e gelsomini 

Tenera foglia e dolce bambina

Sotto bianchi camini

Al fumo di rose canine.


 

Oroscopi

 

Oroscopi scomodi

Su sentieri laccati

Sentinelle in tutti i modi

Seguono ombre braccate

 

Sei lì nascosta al mio sguardo

Vedo la tua ombra riflessa

Mentre io al sole  ardo

Soffiando la polvere stessa

 

Cuscini umidi di sudore

Senza pudore 

E senza cuore


 

 primavera

               oggi sento il profumo della primavera

           lo sento nell’aria ,nel sole nel vento

          un profumo sottile che sa di pulizia

          mentre questo sottile venticello

        porta via gli ultimi freddi 

         penso che con lui è andato via

    anche un anno della mia vita

        quanti ricordi che scorrono

   veloci vicino a questo specchio

   ed il non ritorno ci presenta il conto

      come ogni primavera si contano i nuovi fiori

      ma anche tanti steli rotti nel corso dell’anno

         e la mente mi riporta indietro 

         al tempo in cui ero bambino .


 

 Questa sera gnocchi


mentre li mangio
ti guardo negli occhi
vedo riflessa bontà e dolcezza
Io ricambio con una carezza.

Mentre sogno già il dopocena
la mia mente viaggia senza pena
quel rigolo di sugo cola lento
io te lo asciugo mentre arriva al mento.

Siamo soli sull’isola deserta
finalmente..le speranze avevo perse
ma la mia mente malata sogna sempre spaghetti
la tua no,sogna ,spera altro aspetta .

ed ora sogna mille letti
mentre te ne basta uno soffice e morbido
con me vicino..ed un pò d’affetto.


 

Sognavo

 

Spegnete quelle luci

Voglio dormire

Aprite  finestre  scure

Voglio respirare

Chiudete quegli ombrelli

Luce acqua e cappelli

 

Correte in cerchio

Voglio entrare in  strada

Aprite quei cancelli

Soffro il chiuso

L’ansia sale fino in vetta

Mentre Corro in fretta.

 

Da piccolo sognavo il mondo

Lo vedevo tutto rosso 

Poi con gli anni  diventava bianco

Ed ora tutto nero

Tanto da non sembrare vero.

 

Uniti dispersi e sconosciuti

Non siamo nessuno


Sogno

 

Il nostro viaggio

Non finirà mai

Scarpe nuove

E vento nei capelli

Tra le pieghe del muro

E tra le braccia della madre.

 

Tra monti profumati

E dolci tristezze

Petali al vento

Profumo della sera

Mille mani

A raccogliere il profumo

Del vento del sud

Il nostro viaggio

Non finirà mai

Scarpe nuove

E vento nei capelli.


Stelle cadenti

 

Ho raccolto stelle cadenti

E legate in mazzi

Ora un nastro viola

Unisce la terra al cielo.

 

Le ho legate solo per me

E le porto dietro

Legate a questa sella

Sul mio cavallo nero.

 

Mentre calpesto strade sconosciute

In questo deserto senza tempo

E senza storia.

 

Le mie stelle sono ora la mia luce

E il mio cavallo la mia anima.

 

Se corriamo lontano

Nel tempo

e nella luce

Ogni sogno

Diventa realtà.


tatanka

 

 Nuvole e penne 

spostate dal vento 

mentre questa triste danza

la nostra vita 

continua in cerchio.

 

Tamburi che segnano il tempo

danze insistenti 

colori tanti 

contro il vento 

e contro il tempo

ma siamo un popolo 

che scompare lentamente .

 

Chiusi in questa riserva

nascosti al mondo 

corriamo scalzi al buio 

e di notte cantiamo alla luna 

questo triste canto di morte.

 

La nostra cultura 

ultimo baluardo

tra strade silenziose

e il cuore batte al buio.


Tu

 

Onde silenziose

Tra cielo e mare

I sogni scavano tra le onde

Porte deserte e rare.

 

Zoccoli calpestano

Strade bagnate

E tu china al vento

Raccogli petali di rose nere

Sognate al buio.

 

Il tempo scorre tra le

Onde a stento

Portami al mare

Portami nel vento

Sarò tempesta

E ti farò tremare.

 

Scuoto rami  foglie e cuore

E getto ai tuoi piedi

Acerbi frutti

D’un amore spento

Di fragole mai raccolte.


         vita       ^

    

   è a sera che stendo al vento

       la mia disperazione degradata.

           sotto una coltre di nubi sospinte 

       dall’affanno della vita .

              Sento una solitudine pervadere 

          il senso inverso delle cose.

         discendo il crinale della vita

         attraverso questo stretto sentiero.

 

      La patologia umana cerca

  ancora oggi la strada dei nostri sogni.

     stampelle della vecchiaia

 

   credo nelle regole della vita

      accetto l’ipocrisia dei sogni

ma il contrasto mi rinforza.